In bagno c'è una vecchia scatola liberty di vetro opalino: era la bomboniera di nozze dei miei nonni. Osservandola posso vedere la cerimonia nella chiesetta di San Nicola e poi il ricevimento, forse in casa, gli uomini in completo nero o forse in tait, con le scarpe nere, ma certo impolverate. Vedo le signore di una certa età con abiti di velluto lunghi e pomposi e le ragazze invece indossare abiti più corti e decorati di frange, certo un po sfacciati, ma in fondo siamo nell'era moderna è il 1911! Gli sposi sono giovani e ricchi, all'uscita consegnano insieme la scatola liberty piena di confetti e di speranze. Dopo pochi anni nascerà la zia Clementina e nel 1920 la mia mamma, nel 1929 saranno travolti dalla crisi ed il nonno morirà pochi anni dopo. In questi 100 anni la fragile scatolina, passando di mensola in mensola, ha attraversato la storia indenne solo perché protetta dal suo significato, è stata salvata da traslochi, bombardamenti, terremoti e panni della polvere perché legata ad un preciso ricordo ed ancora oggi emana la sua aurea di ricordi che la rendono per me preziosa.
giovedì 5 gennaio 2012
Io sono un Raccoglitore
In bagno c'è una vecchia scatola liberty di vetro opalino: era la bomboniera di nozze dei miei nonni. Osservandola posso vedere la cerimonia nella chiesetta di San Nicola e poi il ricevimento, forse in casa, gli uomini in completo nero o forse in tait, con le scarpe nere, ma certo impolverate. Vedo le signore di una certa età con abiti di velluto lunghi e pomposi e le ragazze invece indossare abiti più corti e decorati di frange, certo un po sfacciati, ma in fondo siamo nell'era moderna è il 1911! Gli sposi sono giovani e ricchi, all'uscita consegnano insieme la scatola liberty piena di confetti e di speranze. Dopo pochi anni nascerà la zia Clementina e nel 1920 la mia mamma, nel 1929 saranno travolti dalla crisi ed il nonno morirà pochi anni dopo. In questi 100 anni la fragile scatolina, passando di mensola in mensola, ha attraversato la storia indenne solo perché protetta dal suo significato, è stata salvata da traslochi, bombardamenti, terremoti e panni della polvere perché legata ad un preciso ricordo ed ancora oggi emana la sua aurea di ricordi che la rendono per me preziosa.
venerdì 16 dicembre 2011
Perchè l'Angelo è in cima all'Abete ??
mercoledì 2 novembre 2011
Cosplay
lunedì 8 agosto 2011
Un matrimonio, un'antica villa ed il vino mi hanno fatto pensare:
all'inizio del 900 i proprietari terrieri, nobili o no, vivevono felicemente, grazie alla loro rendita agricola, il loro impegno si limitava o alla vendita, tramite sensali, del prodotto o neppure a questo, talvolta delegavano anche questo a fattori o amministratori. Di tutto il resto, cioè zappare, irrigare, concimare in definitiva di produrre se ne occupavano una schiera di coloni, mezzadri e fattori, che in cambio avevano diritto ad una percentuale della produzione (più o meno alta, più o meno giusta). Quando alla fine degli anni cinquanta, con l'inizio del boom economico, il prezzo dei prodotti agricoli è precipitato essi non hanno saputo ristrutturare le loro aziende ne hanno saputo abbassare il loro tenore di vita, ma invece hanno inziato a fare debbiti. Li, pronti a prestare i soldi al barone, c'erano i loro stessi amministratori, i fattori e persino i coloni; non è che i contadini avessero soldi da prestare, ma rinunziavano a parte della loro quota di produzione felici di contribuire allo sfarsoso matrimonio della principesina, poi l'anno venturo si poteva sempre compenzare ... ma l'anno venturo c'era da comprare il motoscafo o la villa a mare ed alla fine per pagare i suoi debbiti il nostro imprudente "agrario" è costretto a vendere i terreni ad una nuova borghesia emergente o cederli a gli ex coloni. Attualmente mi sembra stia avvenendo un fenomeno simile, ma a livello globale, oggi gli attori non sono persone, ma Stati; cio non di meno credo che il copione si ripeta: la vecchia e nobile Europa ed anche la piu giovane America per mantenere un tenore di vita, che non potrebbe più permettersi, ed un sistema di governo obsoleto, si fa prestare i soldi dagli ex coloni, come ad esempio Cina ed India a cui abbiano di fatto delegato tutte le produzioni; e da fantomatici gruppi finanziari, chiamati a volte speculatori ed a volte investitori, che in pratica sono l'equivalente dei vecchi aministratori. Presto tutti reclameranno il loro debbito e come ieri, anche domani, per difenderci l'unico strumento che avremo in mano sarà l'autorevolezza, la cultura e la storia. Se avremo saputo conservare queste prerogative potremo vivere decentemente affittando l'antica villa del 700 per i matrimoni dei nostri ex coloni arricchiti, del loro lavoro e delle nostre terre, altrimenti ... che Dio abbia pietà dei nostri figli!
martedì 19 ottobre 2010
le schimmie di mare son tornate !!!!
Oltre alle mitiche scimmie tra le pagine dei giornali comparivano altre pubblicità improbabili tipo questa:
martedì 27 aprile 2010
Pensieri
Forse il mio pensiero è più somigliante a immagini, ma non immagini statiche; piuttosto è un flusso di immagini, suoni e parole, ma anche odori e sapori, che si inseguono, si sovrappongono e si combinano in un insieme cacofonico, rumoroso e frenetico, che proprio non riesco a trasferire in nessun linguaggio.
Riuscire a cristallizzare un pensiero in un quadro o in una melodia o in un testo credo sia privilegio dei veri artisti. Se poi riescono a comunicare, attraverso l’opera, il loro pensiero allo spettatore allora sono Grandi Artisti.
Girovagando in rete ho trovato il testo di una canzone che in qualche modo riesce a sintetizzare alcuni dei miei pensieri attuali, purtroppo la canzone e la musica fanno proprio cacare, ma come ho detto il testo è, per me, piuttosto evocativo quindi eccolo:
So ancora guardare in alto
e perdermi nel cielo
Mentre vibro assieme ad un torrente
…e penso all’acciaio che ci stringe.
Questi anni stan correndo via
Come macchine impazzite li senti arrivare
Ti volti e son già lontani
Ti chiedi cosa è successo
La rabbia di quei giorni brucia ancora dentro
Ma forse tanto veleno
Poi è tornato dentro di noi
Gli altri stanno ancora ridendo
…E noi qui a guardarci dentro
No son sempre io
Non mi cambierete quel che ho dentro
Forse un’altra faccia
Ho più cicatrici di prima
Sorrido un po’ meno
Forse penso di più
Non mi chiedere se ho vinto o se ho perso.
Kina, Questi anni da Se ho vinto se ho perso, 1989
venerdì 6 novembre 2009
È una serata un po strana... ma lasciamo stare

Devo raccontare una storiella, che ho sentito oggi e credo entrerà di diritto nella mia collezione di storielle Zen.
Un piccolo appaltatore siciliano, onesto e corretto, ha sempre lavorato pagando tutti in puntualmente ed in contanti ed ha sempre chiesto di essere pagato in contanti.
Un giorno un suo amico, che lavorava in banca, gli chiese perché nel XXI secolo si ostinava a lavorare in contanti, quando poteva aprirsi un conto corrente in banca e utilizzare gli assegni per i pagamenti.
L'onesto palazzinaro chiese cosa fosse un assegno.
L'amico rispose che un assegno era un foglietto di carta in cui lui poteva scrivere la cifra, firmarlo e valeva esattamente come se fossero contanti.
L'imprenditore si convinse, apri un conto, vi depositò tutti i soldi e comincio a firmare assegni. Assegni per pagare i fornitori, assegni per pagare gli operai e anche per pagare le proprie necessità.
Un giorno l'amico bancario lo chiama per dirgli che la situazione non è buona, il suo conto è in rosso e anche di parecchio!
Il costruttore non si scompone, chiede soltanto di quanto. Quando il bancario gli risponde lui con disinvoltura prende il suo libretto di assegni, scrive la cifra richiesta, firma e porge sorridente l'assegno.
La rappresentazione simbolica dei beni ha creato quello che chiamiamo capitalismo, ma è una strada pericolosa la rappresentazione del bene è stata sostituita dalla rappresentazione della rappresentazione e poi dalla opzione sulla rappresentazione e poi dalla descrizioni delle rappresentazioni che compongono la commerciabilità della rappresentazione del bene!
In sintesi un perito sbaglia a trascrivere una parola su la sua perizia e un laboratorio artigiano non è più tale, una casa non è più utile a riparare dal freddo. Persino diverse tonnellate di mattoni e cemento divengono impalpabili come carta velina...
Non è burocrazia, No è qualcosa di più grave, le “carte” non sono più la rappresentazione della realtà, sono l'unica realtà!!
venerdì 16 ottobre 2009
Fango
La prima cosa che mi viene in mente sono le trincee della Grande Guerra, il fango è la base in cui i soldati combattono, soffrono e muoiono, è il brodo di cultura di un odio è una pietà profondi i cui echi giungono sino a noi, è il mezzo denso in cui la furia guerriera perde lo slancio e si trasforma in mortificazione e rancore.
Per restare all’idea dello slancio frenato dalla melma che si attacca ai piedi trasformandoli in macigni e rende esasperante l’avanzata, la seconda immagine che il fango mi evoca è un partita di rugby giocata in un campo impantanato, terreno pesante, vestiti bagnati, l’eleganza del gesto atletico si trasforma in un goffo e disperato uso dei muscoli.I colori sgargianti delle divise spariscono e con essi la lealtà e lo
spirito sportivo per lasciare spazio alla violenza e l’abiezione morale.Qui entra in gioco la terza suggestione che il fango mi suggerisce: donne semi nude che lottano nel fango, questa immagine ha un posto nell’immaginario erotico di ogni uomo.
È la totale spersonificazione della donna che grazie al fango ed alla violenza diventa una sorta di sexy animale.
Sino ad ieri questo è quanto il fango mi suggeriva, ma oggi devo aggiungere un'altra immagine che resterà per sempre stampata nella mia mente: IL TRASLOCO NEL FANGO!!!
Sabato scorso iniziato il trasloco a casa nuova, un temporale davvero portentoso ci ha colti con i mobili sul cassone del camion ed ha trasformato il terreno di fronte casa in una palude. Lo stesso temporale contemporaneamente causava decine di morti a Messina. Il camion si è impantanato e scaricarli nel fango è stata una tragedia. Naturalmente il resto del trasloco è stato rinviato al sabato successivo.
Oggi siamo felicemente sistemati a casa nuova, anche se ancora tantissime cose sono a casa vecchia (tipo le mie calze!), anche per il fango sto prendendo provvedimenti ed ho cominciato una rete di drenaggio che sembra (da ieri piove) funzionare abbastanza bene.
A presto le foto della casa quasi arredata!
mercoledì 9 settembre 2009
Cosa è privato e cosa non lo è

Dico tutto questo perché l'altro giorno ho letto un titolo di un giornale sul caso Feltri - Boffo, il giornalista titolava qualcosa sull'imbarbarimento dei giornali e si chiedeva se non fosse ora di smetterla. Mi permetto di rispondere io: NO non è ora di smetterla, ansi si è cominciato troppo tardi!!
Politici, giornalisti e personaggi pubblici in genere sono persone che hanno scelto questa carriera, hanno cercato la notorietà e ne godono i privilegi, le loro azioni, le loro opinioni e le loro parole influenzano il Paese e le scelte politiche, quindi la loro privacy è necessariamente ridotta all'osso!
Nella mia città, come in molte altre, il sindaco (pdl) ha emesso delle ordinanze per contrastare la prostituzione che colpiscono anche i clienti: il cliente scoperto con la prostituta paga una multa, ma soprattutto viene reso pubblico il suo vizzietto, con tutte le conseguenze che si possono immaginare. Credo di avere il diritto di sapere se il mio sindaco è un puttaniere o se il capo del suo partito riceve prostitute in casa perchè mi si chiede di rinunciare ad una parte della mia privacy per contrastare il fenomeno della prostituzione!
Boffo è stato per anni il direttore dell'Avvenire, giornale della chiesa, ha attivamente preso parte a tutte le campagne in cui la chiesa si è impegnata dalla fecondazione in vitro all'unione tra gay. Credo di avere il diritto di sapere se il paladino della famiglia e del matrimonio è una checca! E credo che questa cosa doveva essere detta all'epoca e non tirata fuori soltanto per difendere la "privacy" di Berlusconi !!
In un paese normale ai personaggi pubblici e politici si chiede soprattutto coerenza, sincerità e lealtà verso i propri elettori, compito dei giornali è farci sapere se rispondono a questi requisiti e compito di noi elettori/consumatori e premiarli o punirli col voto o il telecomando, in Italia esiste invece un patto scellerato per cui certe cose non possono essere scritte in nome di un travisato diritto alla privacy!
sabato 25 aprile 2009
Finalmente Primavera!!!
Dopo un inverno infame … finalmente una giornata primaverile. Approfittando del mal di schiena che mi affligge sono uscito a fare una passeggiata in via marina, godermi la prima giornata tiepida e senza pioggia e magari rubare qualche foto...
domenica 1 marzo 2009
Rieccomi
E' stato uno strano periodo a cominciare dal clima (pioggia e freddo, ma finalmente anche la neve).


I lavori della casa vanno avanti. La facciata è praticamente finita, il colore ho dovuto usare per forza un giallo simile al numero 2 (vedi vecchio post).
Per un po nente foto! Non sto a spiegare come e perché (che altrimenti mi in...zzo) ma sono rimasto senza macchina fotografica!
Lidia ha festeggiato i 18 anni! È incredibile ... a me sembra cosi piccina...
AUGURI LIDIA !!!
lunedì 26 gennaio 2009
I vantaggi di perdere il treno
Brancaleone, sono arrivato questa mattina per portare la macchina dal meccanico. il progetto era lasciare la macchina e tornare con il treno delle 10 e 30. Il meccanico mi accompagna alle 10 e 10; la stazione è deserta, come solo le stazioni della linea jonica sanno essere, mi avvicino al tabellone e scopro che il mio treno è partito 10 minuti fa, sgomento! il successivo passa alle 12, tra due ore, panico!Il panico è dato dalla ineluttabilità della tragedia, quindi reazione è sempre la stessa: chiedere conferma, sperando che ci dicano che ci sbagliamo, che non è successo nulla, che il treno è in ritardo.
La stazione di Brancaleone come in ogni stazione che si rispetti è corredata di bar, ed anche questo bar è popolato dalla fauna tipica, un misto di anziani nullafacenti, stranieri inquietanti e donne troppo brutte per essere prostitute, ma troppo volgari per non esserlo. Se ci fate caso la popolazione dei bar della stazione è uguale in tutta Italia, credo sia la stesa in tutta Europa e, con le dovute differenze, simile in tutto il mondo.
Entro e chiedo al barista - è passato il treno per Reggio? - lui, indurito da migliaia di viaggiatori sgomenti, risponde laconico - ... Si -
L'ultima speranza è crollata, ora che faccio ... i binari sconsolatamente calmi che non fanno altro che aumentare il mio nervosismo, subentra lo sconforto: sono un idiota, perché non ho controllato l'orario prima! soltanto un idiota può trovarsi un meccanico a 80 km da casa!
La via principale di Brancaleone, dove si trovano tutti i bar ed i negozi del paese, sarà lunga 300 metri, la stazione si trova al centro, spinto da un senso di ansia e urgenza esco, percorro a tempo record i 150 metri che mi dividono dalla fine del paese e torno indietro, piano piano l'ansia ed il nervosismo calano per lasciare posto ad una cupa rassegnazione. Inizio ad esaminare razionalmente la situazione, si, ho da fare, ma nulla di così urgente, due ore in più di permesso in ufficio posso consentirmele. Passando ho notato dei tavolini di vimini sul marciapiede, decido di coccolarmi, cappuccino e cornetto seduto comodamente al sole, il senso d'urgenza non è scomparso del tutto, apro l'agenda, come se dovessi annotare appunti dai quali dipende il futuro della razza umana, esamino le prossime settimane, ma in realtà l'unico appunto che aggiungo è il compleanno di Guido ... accendo una sigaretta.
L'ansia nasce dal senso di colpa, dovrei fare tante cose è non sto facendo nulla! ma le ferrovie, con i loro orari ed i loro ritardi, hanno il potere di lenire il senso di colpa, se il treno passa alle 12 io cosa posso farci?! lentamente inizio a rilassarmi, il cappuccino è buono, il sole è tiepido e contrasta piacevolmente coll'aria fresca, cosa posso fare contro il destino?
Nel mio tascapane, ho un divertentissimo libro di Durrell, inizio a leggere. nel tavolo accanto ci sono tre indiani che bevono birra e parlano ad alta voce in una lingua incomprensibile, li ho subito catalogati come brutti ceffi, vagamente pericolosi e decisamente sgradevoli. Alle 11 e 30, dopo un ora e mezza di piacevole lettura mi alzo per pagare il conto, ai tre si è aggiunto un italiano, non sono brutti e tanto meno ceffi, sono tre ragazzi lontanissimi da casa che certamente lavorano duro per mandare qualcosa alle famiglie, probabilmente sono mariti e padri amorevoli. Alle 12 prendo il treno, mi siedo accanto ad una ragazza, è carina, ha un aria un po smarrita, io gli sorrido e lei ricambia; chi sa cosa mi sarebbe apparsa due ore fa?
Quando il treno si ferma sono ancora immerso nella lettura, mi trovo a Venezia insieme a Gerald ed Ursula, guardo dal finestrino per capire se siamo a Reggio, no, per fortuna siamo ancora a Melito ho ancora mezzora per finire il racconto. Soltanto due ore fa l'attesa mi sembrava intollerabile ed ora mi sto godendo la lentezza della Littorina. Era come se prima avessi il cervello contratto, il contrattempo ferroviario ha scatenato un crampo, ma poi ha sciolto la contrattura. Insomma a Melito ho abbandonato Durrell, per scrivere questi appunti e riconoscere il potere terapeutico della ferrovia.
lunedì 1 dicembre 2008
Ho scritto a Gad Lerner

Io avrei alcune domande impertinenti: durante la sua trasmissione ho visto un immagine della “Social-Card” e mi è sembrato di riconoscere il logo della Master Card, quindi mi domando a fronte dei 40 euro che vanno ad i nostri concittadini bisognosi, quanto incasserà la Master Card?
Per affidare il servizio a questa società è stata fatta una gara, un bando o comunque quali criteri si sono usati, perché non la Visa o l'American Expres? Perché non utilizzare ad esempio le Poste che almeno sono Italiane? Infine chi, in Italia, ha interessi nella Master Card?
Sono certo che già qualcuno ha posto queste domande ed ha già ricevuto risposte esaudienti, ma se non dovesse essere cosi, le invito a porre, in mio nome, queste domande a chi di competenza.
Grazie.
E' vero, è solo un dettaglio, ma mi rode!!!
giovedì 20 novembre 2008
Gerontocrazia
Ovvero governo dei vecchi.In questo momento in televisione, nel programma di Santoro, stanno parlando proprio di questo. Dicono che in questo Paese il potere è in mano a persone troppo anziane, si chiedono quando sarà possibile avere il presidente di qualcosa con meno di 40 anni. Tutti sono d'accordo: bisogna cambiare! Dare spazio ad i giovani!!
io intanto penso ... ho 45 anni, sono sempre stato sottoposto a qualcuno perché era più anziano di me; ora vogliono cambiare ... non è che per i prossimi 45 sarò sottoposto a qualcuno perché è più giovane di me!?!
1963 generazione di merda: troppo giovani nel 68, troppo grandi per la “pantera”, troppo giovani per comandare fino al 2008, poi troppo vecchi!
lunedì 10 novembre 2008
Nobili, Borghesi e Comunisti
Di ritorno da Bova, era l'una di notte, eravamo tutti alticci ed il mio caro amico T ha iniziato a parlare (forse un po' a straparlare) di uno strano concetto: il comu–ndrangheta o ndrango–comunista e ne parlava in termini entusiastici e nostalgici al tempo stesso.
Ha raccontato una frammentaria e vaga storia di famiglia che inizia con un bisnonno. Questo antenato viene etichettato come uno ndranghetista rivoluzionario, una sorta di robin wood locale; tutta la storia è infarcita di aneddoti in cui la ndrangheta guida rivoluzioni popolari contro gli oppressori o difende l'onore delle fanciulle dalla invadente libido dei borghesi sfruttatori. Infine la ndrangheta svolge un ruolo attivo nell'unità d'Italia a fianco dei mille di Garibaldi e non ho capito se questo è giudicato positivo o negativo, ma comunque confonde i briganti con i deliquenti.
Ora a costo di peccare di presunzione e di essere scortese con il mio amico devo dire la mia.Io ritengo T una persona colta e intelligente, ma ieri sera ha mostrato tutti i limiti dell'indottrinamento comunista.
Cominciamo col chiarire che il termine borghese, per me identifica una classe sociale ben precisa fatta, ieri da mercanti ed artigiani (che vivevano le borgo) ed oggi da professionisti, impiegati e commercianti. Credo che la storia degli ultimi secoli a visto contrapporsi la borghesia alla nobiltà per il predominio del potere, in tutto questo la plebe è stata solo strumento nelle mani degli uni o degli altri, come braccia da lavoro o carne da cannone.
Invece T con borghese identifica indifferentemente nobili e borghesi, in contrapposizione al proletario, rendendo, a mio avviso, incomprensibile la storia degli ultimi tre secoli.
Riguardo alla ndrangheta calabrese e sopratutto reggina, se pur si richiama ad antiche tradizioni di brigantaggio, io credo c'entri poco con il brigantaggio e nasca invece dalla difesa degli interessi della nobiltà latifondista.
Immagino che anche il bisnonno di T fosse un personaggio del genere, forse più che un fattore poteva essere una sorta di amministratore, visto che pare sapesse leggere e avesse un fratello prete, ma la sostanza non cambia era sempre a servizio di un signore di cui curava gli interesse.
Lo Stato, in queste nostre terre è sempre stato distante e straniero (spesso parlava un altra lingua) molto più chiare erano le leggi feudali che da secoli reggevano la società rurale, ma i repentini cambi di dominazione, prima, e poi la tendenza dei signori a spostarsi in città, resero anche il nobile un'autorità lontana. A questo punto la giustizia resta nelle mani del Fattore, rappresentante di fatto di un autorità feudale.
Infine, aggiungo, che parlare oggi di contrapposizione tra borghesi (i nobili si sono estinti) e proletari non ha più senso, bisogna rendersi conto che la società è diventata enormemente più complessa e dinamica, governare con questi schemi e come orientarsi con una pianta della città stampata nel 800.
I miei migliori auguri a tutti i comunisti del mondo, io oggi scendo definitivamente da quel carro, ... purtroppo non so dove andare... !
IperStronzate nell'IperSpazio
Questa è una di quelle serate… ho riempito il bicchiere di whisky, ho acceso una sigaretta ed ho cominciato ad elaborare la stronzata più astratta che mi e venuta in mente. Poi ho pensato di scriverla sul blog, in fondo è per questo che si fanno i blog! Quindi ecco a voi la mia IperStronzata:
Noi viviamo in un mondo a tre dimensioni, ipotizziamo che esiste almeno un quarta dimensione e tentiamo di immaginare come sia fatta.
Non è possibile per una creatura e tre dimensioni immaginare la quarta, ma tentiamo di semplificare i termini del problema supponendo che esista un universo a due dimensioni.
Ipotizziamo, anche, che l'universo a due dimensioni sia soggetto ad un fenomeno noto, alle sue piatte creature, come Mutamento di Forma; questo fenomeno fa si che ogni cosa cambi continuamente forma. Le sottili menti di quell'universo hanno sviluppato affascinanti teorie per spiegare il fenomeno, ma sostanzialmente il suo funzionamento resta un mistero.
Ora immaginiamo un oggetto sul foglio, e per semplicità immaginiamo un quadrato, almeno i nostri amici bidimensionali lo percepiscono come un quadrato. Noi, fortunate creature dotate di volume, vediamo bene che il quadrato possiede una tersa dimensione ed, in realtà, è una piramide.
La piramide interseca il piano (che costituisce l'universo a due dimensioni) disegnandovi un quadrato. Quando la piramide si muove nello spazio a tre dimensioni varierà il punto in cui interseca il piano e quindi le dimensioni del quadrato che su di esso forma.
Ecco spiegato il fenomeno del Mutamento di Forma, è semplicissimo, direte voi, ma per comprende il fenomeno è necessario averne una visione tridimensionale che i nostri amici del foglio non hanno. Inoltre abbiamo considerato una forma semplice come la piramide, immaginate cosa succede intersecando il piano con una forma complessa come ad esempio la lampada che ho di fronte adesso! E la situazione si complicherebbe ancora di più se il nostro foglio non fosse piano, ma ad esempio curvo.
Le creature di questo universo piatto vedono i loro simili come una semplice linea, ma certamente sono in grado di cogliere la seconda dimensione come noi creature a tre dimensioni vediamo a due, ma percepiamo la terza. Le creature bidimensionali percepiscono anche la tersa dimensione e questa percezione la chiamano Mutamento di Forma.
Anche noi creature voluminose dobbiamo avere una percezione della quarta dimensione. Quale potrebbe essere il fenomeno (simile al Mutamento di Forma) su cui ragionare?
Deve essere un fenomeno inspiegabile, ma al contempo quotidiano e scontato, come disse qualcuno un “a priori”.
Io ritengo che il fenomeno che più attaglia a questa descrizione sia lo scorrere del tempo, o meglio tutti i fenomeni come il moto, i mutamenti fisici o chimici e forse anche psichici, legati al tempo.
Per analogia con quanto detto per i fenomeni a due dimensioni indotti dalla tersa dimensione io immagino che una palla che rotola nel nostro universo sia in realtà una sorta di tubo che si contorce nella quarta dimensione ed, attraversando il nostro spazio a tre dimensioni, appare a noi come una palla.
Torniamo ora, per un attimo, nel mondo a due dimensioni, cosa succede se al piano intersechiamo un parallelepipedo e poi abbassiamo il piano? Se il parallelepipedo è perpendicolare al piano, non succede nulla, a due dimensioni si percepirà sempre un quadrato, ma se il parallelepipedo è inclinato allora il nostro quadrato, ansi ora rettangolo, si muoverà sul piano! Ed a quale velocità? dipende solo da quanto è inclinato il parallelepipedo. Non basta, dobbiamo anche osservare che più è inclinato il parallelepipedo più veloce corre il rettangolo e maggiore sarà la sua superficie. Infine esiste un limite assoluto alla velocità che il rettangolo può raggiungere. Se continuiamo ad inclinare il parallelepipedo prima o poi diventerà parallelo al piano, a quel punto si formerà un rettangolo molto lungo, ma nuovamente fermo, esiste quindi un limite assoluto alla velocità che un oggetto può raggiungere sul piano. Ora viene la parte più complicata… quando il parallelepipedo interseca il piano orizzontalmente sul piano riapparirebbero parti dei rettangoli che lo hanno attraversato in passato, un po' come incontrare se stessi da giovani e da vecchi contemporaneamente, un po’ come in “2001 odissea nello spazio”.
Torniamo ora alla nostra palla in tre dimensioni, in bambino la colpisce con un calcio ed essa comincia a rotolare veloce poi lentamente rallenta, la stessa palla in quattro dimensioni potrebbe apparire come un tubo che improvvisamente si piega e poi lentamente ritorna dritto.
Sono certo che tutti questi miei pensieri sono un cumulo di stronzate, magari neppure originali, ma a me affascinano e nella mia abissale ignoranza mi sembra riescano anche a rappresentare alcuni incomprensibili concetti della relatività.
Se inclinando il parallelepipedo la superficie del rettangolo aumenta, inclinando il tubo pentadimensionale aumenterà il volume, cioè la massa della palla. La Teoria della Relatività mi sembra che dica che all'aumentare della velocità la massa aumenta.
Andiamo oltre, la relatività pone un limite non superabile alla velocità: la velocità della luce, se si raggiunge il limite il tubo pentadimensionale diventa parallelo allo spazio e la palla diventa un tubo lungo quanto tutto l'universo, da un lato sarà formato dalla palla come era nel passato, e dal altro dalla palla come sarà nel futuro e come se non bastasse la sua massa sarà enorme o perfino infinita. Insomma si dovrà proprio sospendere la partita!
Infine, facciamo un altro ragionamento a due dimensioni: la velocità è spazio/tempo quindi immediatamente prima che il piano ed il parallelepipedo divengano paralleli, in una tempo brevissimo, il nostro rettangolo percorrerà tutta l’altezza del parallelepipedo possiamo quindi dire che per un angolo tendente a zero la velocità tende all’altezza. Un scienziato bidimensionale calcolata la velocità limite del suo universo può, in qualche maniera, risalire al volume del parallelepipedo, anche se non è in grado ne di vederlo e neppure di immaginarlo, gli basterà moltiplicare la superficie del rettangolo per la velocità limite (base per altezza).
Riportando il ragionamento nel nostro universo noi sappiamo che la velocità della luce è il nostro limite, in qualche maniera essa rappresenta la misura nella quarta dimensione del tubo pentadimensionale.
Ora, se superficie di base per altezza da il volume (e quindi la massa), allora massa per quarta dimensione darà l'ipervolume o la pentamassa, insomma il volume nella quarta dimensione... ma anche questa è una cosa che ho già sentito?
Si! definiti m = massa, C = velocità della luce allora E = mC2 insomma (anche se con un quadrato di troppo) l'energia non è altro che il volume nella quarta dimensione!
Anche se tutto il ragionamento contiene errori e paradossi, che persino io riesco a intravedere, questa rappresentazione mi affascina e mi è sembrato giunto tentare di condividerla, ma ora basta è finito anche il whisky e vado a letto ... scusate le stronzate, buona notte!
sabato 20 settembre 2008
MELAZANE ed USB
Finalmente sono riuscito a farlo rinvenire, ma ne sto comprando uno nuovo…
Veniamo a noi, dopo ferragosto gli astri si sono messi di traverso ed è iniziato un periodo di merda, problemi e malanni, non gravi ma fastidiosi! Anche il povero balestruccio è morto!
Ora sono nuovamente il città e ho ricominciato a lavorare… comunque ho aggiunto alcune foto all’album di questa estate guarda l’album.
A Reggio Calabria, città fortunata, l’estate finisce ufficialmente con Festa Madonna, il 14 settembre. Quest’anno sono andato alla processione ed ho fatto delle foto guarda l’album. La vara pesa più di una tonnellata ed i portatori sono l’aspetto più interessante della festa: rozzi, devoti e grandi bestemmiatori!
Infine inserisco il post e la ricetta che volevo pubblicare quando il mio PC e spirato.
In una società opulenta come la nostra il cibo non rappresenta più la fonte di sostentamento, perlomeno non è più il suo aspetto principale, ma è diventato piuttosto uno strumento sociale e culturale. Per chi ama mangiare e cucinare è fondamentale conoscere i popoli e le civiltà che hanno sviluppato determinati piatti, cercare di capire i motivi ambientali e fisiologici che portano a cucinare i cibi in una maniera anziché in un'altra, quindi i risvolti culturali di quel piatto o di quell’ingrediente; solo così si può tentare di contaminare tra loro piatti e culture diverse.
La sociologa Deborah Lupton così chiude la questione: “Se uno non sa che cosa sta mangiando, anche la sua soggettività è messa in dubbio. Incorporare il cibo non costituisce una sfida solo per la salute, ma lo è anche per il posto dell’individuo nella cultura”.
Melanzane all’Alessandrina
“Questa ricetta – non a caso Alessandrina – viene tuttavia attribuita ad Apicio, cuoco e gourmet nevrotico, di cui si insinua avesse un rapporto per niente chiaro con Druso, fratello di Tiberio.
Si tratta comunque di un intruglio mediterraneo fatto con la sua materia prima fondamentale, ma non intende avvalersi delle melanzane per dimostrare che la mediterranetà è faccenda poco chiara, al di là di quanto sostengono De Chirico, D’Ors e Joan Manuel Serrat. Nell’inventario delle mediterranetà, figurano per diritto estetico proprio il pino, l’alloro, il limone e l’ulivo, senza che si sappia quale distrazione creativa fece sì che Geova, in fin dei conti mediterraneo, collocasse un oggetto brutto ed ambiguo come la melanzana tra la flora e la fauna del Mare Nostrum. Perché, tanto per cominciare, la melanzana è carne o verdura? Domanda sbagliata per iniziare una cena, meglio schivarla. Eppure durante una cena di omosessuali maschi, alla quale questo piatto calza a pennello, non sarebbe disdicevole un pizzico di erudizione e, a un certo punto, mentre si descrive l’aspetto fallico-demoniaco della melanzana nera, si può ricordare l’ambiguo rapporto tra Apicio e Druso, all’ombra di quel pazzo furioso che si chiamò Tiberio. Piatto per l’estate e per il mare. Il Mediterraneo, perché no? Conviene che i commensali siano piuttosto abbronzati.”
Da Ricette immorali di Manuel Vàzquez Montalbàn:
Montalbàn è prodigioso nel rendere letteratura una ricetta, ma come non è possibile vivere la vita di Sandokan, non è possibile mangiare le ricette di Pepe Carvalho. Sia nel primo che nel secondo caso però possono essere una fondamentale fonte di ispirazione. Quindi, miei tigrotti, ecco le Melanzane all’Alessandrina da me rielaborate:
Ingredienti: 
Melanzane
Un pizzico di coriandoli in grani
Menta fresca (io l’usata secca)
Aceto bianco
Uva sultanina
Pinoli
Uno spicchio d’aglio
Un cucchiaio di miele
Acciughe sott’olio
Olio d’oliva
Yogurt greco
Pan grattato
Sale e pepe
Sbollentare le melanzane tagliate a tocchetti (io ho aggiunto anche poche zucchine) in acqua ed aceto (½ – ½) poi scolare ed asciugare bene.
In una ciotola unire il coriandolo, la menta, i pinoli, l’aglio e le acciughe; pestate il tutto con un pestello poi unite un po’ d’olio, il miele, l’aceto e l’uva sultanina mescolando bene. Con questo preparato condite le melanzane ancora tiepide; a parte mescolate lo yogurt con aceto, sale, pepe e olio senza sbatterlo troppo.
Sul fondo del piatto di portata disponete lo yogurt condito poi versate sopra le melanzane condite ed in fine guarnite con il pan grattato e qualche fogliolina di menta tenuta da parte. Montalbàn sostiene vada servito tiepido, ma personalmente lo preferisco freddo, meglio se ha riposato alcune ore in frigo.
mercoledì 6 agosto 2008
1983
lunedì 14 luglio 2008
La Regione Calabria risolve il problema della quarta settimana
Eccezionale trovata della amministrazione regionale in Calabria. Da anni ormai si sente parlare del problema della quarta settimana, si dice che un impiegato che guadagna 1'300 euro al mese non riesca ad arrivare alla quarta settimana. Questo problema è stato uno dei perni della campagna elettorale, Tremonti da mesi si arrovella per trovare una soluzione, ma la soluzione era davanti a gli occhi di tutti! Incredibile, la soluzione è stata trovata proprio dalla Regione Calabria: da questo mese gli stipendi di noi impiegati saranno pagati la seconda settimana del mese! GENIALE!!
sabato 24 maggio 2008
MAGGIO 2008
Non so se l’ho già scritto, ma abbiamo ripreso i lavori della casa … siamo in una fase critica: la scelta dei bagni, in aggiunta stimo pensando a come fare il camino e ancora molti particolari dell’esterno sono ancora da definire. Insomma un gran casino! Ma sono felice!
Una cosa che devo assolutamente dire è che abbiamo ospiti, nel terrazzino dietro casa, nel viburno, ha fatto il nido un uccellino (credo un passero), ha deposto le uova, le uva si sono schiuse ed ora ospitiamo una famigliola di passerotti. È incredibile come siano tranquilli, il nido è a portata di mano, il terrazzino è continuamente frequentato per stendere i panni o fumare una sigaretta al fresco, ma mamma passera (non in quel senso!!) continua, impassibile, a portare briciole e vermi ad i sui tre pargoli. Vista la situazione ho deciso di filmarli, è stato più difficile del previsto, il bip della telecamera che inizia a registrare terrorizzava l’uccellino; il meglio delle mie riprese l’ho condensato in questo breve video.
Domenica scorsa gita in montagna è primo bagno dell’anno, non in mare, ma nelle gelide acque delle cascate Forgiarelle fate click qui per vedere le foto.




