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giovedì 2 aprile 2026

Spiedini di agnello e zucchine

 Ancora spiedini?! Si, ieri era il mio compleanno e per il buffet ho scelto il tema spiedini e torte rustiche. Ecco perché ancora spiedini.

Questi spiedini, vagamente medio orientali, si possono accompagnare con un cuscus, ma sono ottimi anche da soli.

per 12 spiedini

  • un piccolo cosciotto di agnello
  • 2 - 3 zucchine, io preferisco quelle scure, ma è uguale
  • olio
  • salsa di soia
  • aglio, meglio se fresco
  • prezzemolo
  • coriandolo in grani
  • yogurt greco
  • un limone

Disossate e pulite molto bene il cosciotto, quindi tagliatelo in piccoli pezzetti, questa operazione produce un sacco di scarti ancor ottimi per farci un sugo.

i bocconi di agnello vanno marinati almeno un paio di ore, meglio tutta la notte, con olio, un po' di salsa di soia, scorzette di limone, coriandolo macinato, prezzemolo affettato fine, anche i gambi, e aglio abbondante.

tagliate a dischetti le zucchine e infilzare negli spiedini di bambù alterando un pezzetto di agnello ed un dischetto di zucchina.

Sistemate gli spiedini in una teglia e informate per circa 20 minuti a 180° ventilato, poi girateli accendete il grill e aspettate pochi minuti che prendono un bel colore abbrustolito.

Intanto preparate la salsa con yogurt, olio, succo di limone, sale, aglio e prezzemolo; tutto tritato fino.

quando gli spiedini sono cotti, sistemateli nel piatto di portata ed aggiungete la salsa.

Spiedini di pollo e prugne

Dopo aver attentamente ponderato ho introdotto il pollo nelle mie ricette, non amo molto il pollo, ma accompagnato da sapori forti è un ottima base.


per 12 spiedini:

  • una fetta spessa di petto di pollo
  • 12 prugne secche denocciolate
  • 12 fette di pancetta tesa
  • olio
  • paprica dolce
  • erba cipollina
  • salsa di soia

Tagliare il petto di pollo a cubetti poi metterlo a marinare un paio d'ore con olio, paprica dolce, erba cipollina tagliata fine e un po' di salsa di soia, poca altrimenti viene salato.

Intanto mettere le prugne secche a bagno in acqua e cognac per ammorbidirsi.

Arrotolate ogni prugna con una fetta di pancetta poi in infilatela in uno spiedino di bambù insieme ad un pezzettino di pollo.

Sistemate gli spiedini in una teglia e informate per circa 20 minuti a 180° ventilato, poi girateli accendete il grill e aspettate pochi minuti che prendono un bel colore abbrustolito.

venerdì 16 novembre 2018

Rebbiana risorge per la seconda volta, speriamo non sia uno zombi


Internet è un mondo difficile e crudele: ormai FaceBook agonizza invaso da bande di ultra 50enni con i loro astiosi commenti politici e nostalgici ricordi di una gioventù immaginaria; le generazioni dei 20-30enni si sono trasferite su Instagram, portando li tutte le loro primizie, infine dei millennials ho perso le traccie.
Quindi FB sta diventando noioso, a me piacerebbe seguire i 20enni su Instagram, ma non ci riesco! lo trovo troppo criptico, troppo iconografico e troppo effimero, ma probabilmente sono io che sono troppo legato alla parola. Alla fine non mi resta altro che provare a guardare indietro, rispolverare il Blog!
Dopo anni questo è il secondo tentativo di ritornare al lento Blog, con il suo linguaggio verboso e complesso e con la sua comunicazione unidirezionale.

La seconda rinascita di Rebbiana sarà all'insegna della cucina con una vecchia ricetta,che solo ieri ho tramandato ad una amica della generazione instagram: la torta di mele di Gemma.

Questa torta mi piace perché non ha bisogno di una bilancia ed è buona pure calda.

INGREDIENTI
3 mele (io preferisco le Golden Delicious, quelle gialle per capirci)
3 bicchieri di farina
3 uova
1 bicchiere d’olio (io uso metà di semi metà d’oliva)
1 bicchiere di zucchero (meglio di canna)
1 limone
1 bustina di lievito in polvere (bertolini o simili)
un pizzico di cannella in polvere, se piace
latte quanto basta per rendere morbido l’impasto

In un contenitore grande impastate la farina, le uova, l’olio e quasi tutto lo zucchero, tenetene da parte un cucchiaio, grattugiate un po di scorza di limone e poi aggiungere lievito setacciato, infine il latte fino a quando l’impasto non raggiunge la consistenza giusta … come spiegarla? Un po la consistenza del miele, liquida ma molto densa.
A parte avrete già tagliato le mele a dadini, bagnate con il succo di limone ed eventualmente insaporite con la cannella.
Versate l’impasto in una teglia non troppo piccola e poi, dopo averle scolate dall'eventuale eccesso di succo di limone, disponete sopra le mele a cubetti, non vi preoccupate di unirle all'impasto, durante la cottura tendono ad affondare. Per ultimo spolverate le mele con il cucchiaio di zucchero tenuto da parte ed infornate. Forno preriscaldato a 160°-180° per circa 40 minuti.

giovedì 1 giugno 2017

Tortiera di zucchine

Ancora zucchine ??


Un motivo per tante zucchine c'è ! Da alcuni anni ho realizzato un piccolo orto dietro casa, e, come tutti quelli che possiedono un orticello, sono stato colpito dalla maledizione dell'ortolano (e non è quella che state pensando! i cetrioli non li ho neppure piantati per non correre rischi !!). 

Quando inizia la produzione di un ortaggio, oggi sono le zucchine, domani i pomodori o i fagiolini, e fino a quando non finisce si mangia ad oltranza quell'ortaggio. Per questo è necessario trovare modi sempre diversi di cucinarlo.
Ma veniamo alla tortiera; questo piatto mi è stato suggerito dalla mia fruttivendola, Beatrice, quindi non so se classificarlo tradizionale o innovativo, ma in fondo non ha molta importanza.
Usiamo sempre zucchine grosse e ricorriamo sempre alla mandolina per tagliarle longitudinalmente a fette molto sottili. Intanto avremo già preparato una ciotola di "mollica consata", con questo temine intendo: pan'grattato con parmigiano, prezzemolo e poco pepe nero e sale.
Ungiamo una teglia con olio d'oliva e cospargiamola di mollica, poi disponiamo un primo strato di zucchine affettate, si crude! sopra ancora mollica consata, qualche pezzetto di mozzarella, basilico e sedano, ed ancora zucchine ... si continua cosi per 5 - 6 strati ed infine si termina un mezzo bicchiere d'acqua (che consentirà alle zucchine di cuocersi) e con una abbondante spolverata di parmigiano, mollica e olio.
Poniamo il termostato del forno a 200, ma inforniamo la tortiera appena acceso il forno, cosi le zucchine hanno il tempo di cuocere.

mercoledì 31 maggio 2017

Spaghetti di zucchina

Ricetta sperimentale


l'idea l'ho presa da qualcosa di vegano visto in tv
(a dimostrazione che niente è del tutto cattivo). 

Ho usato una grossa, ma davvero grossa, zucchina e l'ho tagliata a striscioline per la sua lunghezza ottenendo dei grossi "spaghetti" a sezione quadrata. Si potrebbe utilizzare il coltello e tanta pazienza, ma io ho utilizzato la mandolina . 

La Mandolina, un accessorio che consiglio vivamente, costa poco ed è utilissimo.
Intanto ho messo a bolline una pentola con abbondante acqua salata; quindi ho calato i miei spaghetti ... ora i tempi sono il grosso problema: troppo poco e saranno troppo croccanti e non si arrotolano, troppo e diventeranno molli e si romperanno! Io li ho tenuti 3 - 4 minuti ed a cul... ops, per fortuna ha funzionato. Gli spaghetti vanno scolati molto bene, io li ho presi con il forchettone e sono rimasti troppo acquosi. 
Poi li ho saltati in padella con un pesto di basilico, che avevo preparato in precedenza, ho aggiunto abbondante parmigiano ed una dadolata  di pomodoro crudo per dare una nota acida e staccare, con un rosso, da tutto quel verde. A me sono piaciuti e credo siano da riprovare.

Forse riprendo ...

Dopo tanto tempo e dopo essere stato, per tanto tempo, intossicato da FB,  o deciso di riprendere il vecchio, lento, tradizionale Blog di REBBIANA! 
L'idea è di cominciare a pubblicare una serie di ricette alcune prese da quelle della mia mamma ed altre sono miei esperimenti. Non farò troppe prove ne troppe cerimonie, soprattutto degli esperimenti, sarete informati subito anche dei difetti e delle migliorie che farò, se volete suggerire modifiche o altro scrivere pure.

giovedì 1 luglio 2010

Pollo alla birra

Ma si! ... ricominciamo a occuparci un po di cucina, e voglio cominciare con questo interessante pollo, premetto che a me il pollo non piace molto, ma questa riceta praticamente inventata non è ninete male

Due petti di pollo interi

mezzo peperone rosso

una piccola cipolla

maizena, senape e coriandolo

olio d'oliva, mezzo limone

3 bottiglie di birra bionda


Procedimento:
ho tagliato il pollo a dadini, il peperone a strisce ed ho affetato fina la pipolla. Ho messo il tutto a marinare in una ciotola con un cucchiaino di senape, olio, il succo di limone ed un bicchiere di birra in frico per circa un ora. Versate il pollo con tutta la marinatura in una padella grande e fate andare a fuoco vivo fino a che, asciugati i liquidi, il pollo comincia a dorarsi. A parte preparate un bicchiere di birra con due cucchiaini di maizena e tritate il coriandolo. Quando il pollo è dorato spegnete il fuoco e vesate la birra con la maizena, quindi il coriandolo, mescolate fino a che il sugo non si addensa e servite!
Per la preparazione del pollo serve circa mezza bottiglia di birra il resto della birra serve a dissetare il cuoco!

sabato 29 maggio 2010

Dopo una pausa ritorno in cucina

Cucinare il coniglio è sempre un problema, questo simpatico animaletto è sempre piuttosto insapore, stopposo e asciutto. Questa volta ho provato la ricetta di Pellegrino Artusi, un classico Coniglio alla cacciatora con pochissime modifiche. Questa ricetta ha il vantaggio di consentire di condire una pasta con il sugo e di servire il coniglio di secondo. La vera novità è che ho fatto io le pappardelle e sono venute spettacolari! Cominciamo dal coniglio:
Si pulisce il coniglio e lo si divide a pezzi, non troppo piccoli, mi raccomando di non rompere le ossa, altrimenti il sugo si riempirà di schegge.
In Padella si fa sciogliere un cucchiaio di strutto, poi si aggiunge la pancetta a dadini ed i pezzi di coniglio. Fateli colorire a fuoco vivace poi levateli, insieme alla pancetta e fateli scolare. Questa operazione è utile per formare uno sorta di crosticina che limita la perdita di liquidi della carne attenuando la tendenza dal coniglio a diventare asciutto e stopposo.
In un pentola si comincia a far soffriggere un battuto di cipolla, carota, sedano, poco prezzemolo, una stecca di cannella ed un chiodo di garofano; condito con una noce di burro.
Appena il battuto è appassito si aggiunge il coniglio e la pancetta precedentemente scottati in padella, quando di sono asciugati tutti i liquidi sfumare con un buon bicchiere di gin.
A parte, precedentemente, preparate un brodo di carne, fatelo raffreddare e sgrassatelo, le verdure con cui è stato preparato il brodo (carota, cipolla, sedano, pomodoro e patata) scolatele e poi frullatele.
Quando nella pentola anche il gin è evaporato aggiungete uno o due cucchiai di faina mescolate bene, poi aggiungete le verdure frullate e parte del brodo. Date ancora una ventina di minuti di cottura e spegnete il fuoco. Se il sugo è troppo denso aggiungete ancora del brodo.
Levate il coniglio dalla pentola e ponetelo sul piatto di portata ben condito parte del sugo.
Nella pentola versate le pappardelle cotte, aggiungete un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato e servite. I due piatti possono anche essere serviti insieme.
Le pappardelle fatte da me sono state la vera novità, in realtà non è affatto complicato.
Ho adoperato la farina di grano duro, 100g per ogni uovo, per ogni persona. L'ho impastata con il Bimby, poi l'ho stesa, non troppo sottile, con il mattarello sul marmo (sono felice di avere un tavolo di marmo!) utilizzando un po di semola per non farla attaccare. Per tagliarla ho utilizzato la rotellina “zigrinata” cosi le pappardelle sono venute con i bordi seghettati. Sono ottime tengono magnificamente la cottura e prendono benissimo il sugo. Per antipasto ho preparato i panzarotti di pasta brisè. Questa cosa avevo provato a farla la settimana scorsa con la collaborazione di Elisa e siccome mi sono sembrati buoni e facili ho cambiato il ripieno e li ho rifatti. Ho utilizzato due ripieni diversi il primo era cicoria saltata in padella con aglio, acciughe e capperi, il secondo peperoni, melanzane e cetrioli fritti conditi con aceto balsamico e basilico. Purttroppo i ripieni sono venuti un po' salati, ma nel complesso non male!
Per la pasta brisè si usano 250g si farina, 100g di burro e un goccio di acqua fredda, impastare rapidamente e poi fare riposare almeno un ora in frigo, come per la frolla.
Per finire insalata e poi panna cotta con salsa di fragole e fragole (ricetta Bimby).
Per l'aperitivo: prosecco (Carpenè Malvolti).
Per il coniglio: Canonau riserva (Sella e Mosca).
Per il dolce: Mantonico di Bianco invecchiato (produzione artigianale).

venerdì 17 aprile 2009

Pasqua e Pasquetta


Secondo tradizioni: tutti a Gambarie! Pioggia della Madonna!!!

Comunque non ci siamo fatti mancare le uova e il BBQ di Pasquetta. Guardatevi le foto!

I lavori di casa procedono, un po a singhiozzo, ma procedono.

Infine, questa immagine per i nostalgici della pellicola.... per Chiara sarà un fatto storico...

giovedì 2 aprile 2009

Il mio 46° Compleanno

Io amo le feste di compleanno, soprattutto le mie! Bella festa, soliti amici ....

Eccezionale il regalo... tutti insieme, MG in testa, mi hanno ricomprato la macchina fotografica! Una Nikon D80 come quella di prima, mi sono veramente commosso!!!!!
Per festeggiarmi mi sono preso un giorno di ferie e ho cucinato un sacco di cose, immodestamente, buonissime!

Focaccia alla messinese (comprata al forno)
Focaccia con mortadella e cetriolo
Torta rustica primavera (scalogni, ricotta e peperoni)

Nidi di parmigiano con ricotta rucola pomodorini canditi (ricetta di Giovanna)









Torta di ricotta e carote (ricetta di Giovanna)








Croissant di salciccia (ricetta mia)


Crostini alla cacciatora (ricetta di mamma – la descrivo alla fine)





Pomodorini ripieni






Melanzanine ripiene







Arista dolce-forte (ricetta di Pellegrino Artusi)


... e per finire
Torta di fragole (fatta da me)
Gelo di fragole (fatto da Donatella... sicilianissimo!)







Crostini alla cacciatora


La mia mamma li preparava per portarli ai picnic o in viaggio, quando per andare a Roma in treno ci volevano 10 ore (altro che TAV) e si cominciava a mangiare a Villa S. Giovanni ed a Roma termini si mangiavano le ultime uova sode, per non buttarle.

Pane integrale meglio se raffermo
Macinato di manzo
Uova
Parmigiano
Semi di finocchio
Rosmarino
Pepe nero
Impastare una parte del pane con la carne, le uova, il parmigiano (poco), le uova e gli aromi, come se si preparassero le polpette.
Affettare il resto del pane e spennellare le fette da un lato con l'uovo, ricoprire le fette con abbondante impasto dal lato spennellato.
Disporre i crostini su di un foglio di carta forno ed infornare a forno forte per circa 15 min.
Possono essere mangiati caldi, ma per me sono meglio freddi.

martedì 13 gennaio 2009

Una cena per dopo feste

Finite le feste nessuno ha più voglia di cibi pesanti. Un idea per una cena leggera e quasi dietetica è quella di preparare alcune mousse ed alcune salse da accompagnare a patate lesse, carote tagliate a bacchette, gambi di sedano, qualche crostino e per finire una bella insalata!
Da tempo ho capito che mousse e salse si possono preparare praticamente con qualsiasi cosa abbiate in frigo, comunque, qualche sera fa, io ho preparato queste cinque:



la preparazione è semplicissima, mettere tutto nel mixer ed assaggiare per dosare spezie, sale ed aromi. Quindi elenco soltanto gli ingredienti:

Mousse di Prosciutto
100g prosciutto cotto
100g ricotta vaccina
un cucchiaio di brandy
noce moscata
per decorare una spolverata di pistacchi tritati

Mousse di tonno
100g tonno sott'olio (buono!)
100g ricotta vaccina
un cucchiaio di vodka
poche gocce di salsa worcester

per decorate pinoli

Una specie di hommos mediterranea
una scatoletta di fagioli cannellini
olio d'oliva
il succo di un limone
uno scalogno
timo
prezzemolo
sedano
per decorate timo

Un pesto di rucola
rucola
olio d'oliva
limone
pan grattato


Mousse di pistacchi
100g pistacchi sgusciati crudi
100g robiola
olio d'oliva

per decorare pepe nero

lunedì 10 novembre 2008

Ritorna Cannitello!

Domenica, dopo un interruzione di qualche mese si ripropone la Paella a Canitello da Giovanni.
La compagnia è sempre più eterogenea e spesso incompatibile, ma forse è proprio questo il fascino di queste feste?


Questa volta c’era l’amico cuoco spagnolo, non in perfetta forma dopo la serata a Bova, sono state preparate due Paelle, una di verdure e riso ed una mista pollo, maiale e pesce con i fideos (una specie di spaghetti spezzati, tipo pastina).

Rispetto a quelle preparate da nostro amico cuoco in passato non erano all’altezza, ma comunque sempre buone.
Presto tenterò una mia reinterpretazione di questo piatto e pubblicherò i risultati. Per ora guardatevi le foto.

sabato 20 settembre 2008

MELAZANE ed USB

Finalmente sono nuovamente on-line, il mio ultimo post non è stato di buon augurio, si l’ADSL funzionava, ma il mio computer è morto!
Finalmente sono riuscito a farlo rinvenire, ma ne sto comprando uno nuovo…
Veniamo a noi, dopo ferragosto gli astri si sono messi di traverso ed è iniziato un periodo di merda, problemi e malanni, non gravi ma fastidiosi! Anche il povero balestruccio è morto!
Ora sono nuovamente il città e ho ricominciato a lavorare… comunque ho aggiunto alcune foto all’album di questa estate guarda l’album.
A Reggio Calabria, città fortunata, l’estate finisce ufficialmente con Festa Madonna, il 14 settembre. Quest’anno sono andato alla processione ed ho fatto delle foto guarda l’album. La vara pesa più di una tonnellata ed i portatori sono l’aspetto più interessante della festa: rozzi, devoti e grandi bestemmiatori!
Infine inserisco il post e la ricetta che volevo pubblicare quando il mio PC e spirato.

In una società opulenta come la nostra il cibo non rappresenta più la fonte di sostentamento, perlomeno non è più il suo aspetto principale, ma è diventato piuttosto uno strumento sociale e culturale. Per chi ama mangiare e cucinare è fondamentale conoscere i popoli e le civiltà che hanno sviluppato determinati piatti, cercare di capire i motivi ambientali e fisiologici che portano a cucinare i cibi in una maniera anziché in un'altra, quindi i risvolti culturali di quel piatto o di quell’ingrediente; solo così si può tentare di contaminare tra loro piatti e culture diverse.
La sociologa Deborah Lupton così chiude la questione: “Se uno non sa che cosa sta mangiando, anche la sua soggettività è messa in dubbio. Incorporare il cibo non costituisce una sfida solo per la salute, ma lo è anche per il posto dell’individuo nella cultura”.

Melanzane all’Alessandrina

Questa ricetta – non a caso Alessandrina – viene tuttavia attribuita ad Apicio, cuoco e gourmet nevrotico, di cui si insinua avesse un rapporto per niente chiaro con Druso, fratello di Tiberio.
Si tratta comunque di un intruglio mediterraneo fatto con la sua materia prima fondamentale, ma non intende avvalersi delle melanzane per dimostrare che la mediterranetà è faccenda poco chiara, al di là di quanto sostengono De Chirico, D’Ors e Joan Manuel Serrat. Nell’inventario delle mediterranetà, figurano per diritto estetico proprio il pino, l’alloro, il limone e l’ulivo, senza che si sappia quale distrazione creativa fece sì che Geova, in fin dei conti mediterraneo, collocasse un oggetto brutto ed ambiguo come la melanzana tra la flora e la fauna del Mare Nostrum. Perché, tanto per cominciare, la melanzana è carne o verdura? Domanda sbagliata per iniziare una cena, meglio schivarla. Eppure durante una cena di omosessuali maschi, alla quale questo piatto calza a pennello, non sarebbe disdicevole un pizzico di erudizione e, a un certo punto, mentre si descrive l’aspetto fallico-demoniaco della melanzana nera, si può ricordare l’ambiguo rapporto tra Apicio e Druso, all’ombra di quel pazzo furioso che si chiamò Tiberio. Piatto per l’estate e per il mare. Il Mediterraneo, perché no? Conviene che i commensali siano piuttosto abbronzati
.”

Da Ricette immorali di Manuel Vàzquez Montalbàn:


Montalbàn è prodigioso nel rendere letteratura una ricetta, ma come non è possibile vivere la vita di Sandokan, non è possibile mangiare le ricette di Pepe Carvalho. Sia nel primo che nel secondo caso però possono essere una fondamentale fonte di ispirazione. Quindi, miei tigrotti, ecco le Melanzane all’Alessandrina da me rielaborate:

Ingredienti:
Melanzane
Un pizzico di coriandoli in grani
Menta fresca (io l’usata secca)
Aceto bianco
Uva sultanina
Pinoli
Uno spicchio d’aglio
Un cucchiaio di miele
Acciughe sott’olio
Olio d’oliva
Yogurt greco
Pan grattato
Sale e pepe

Sbollentare le melanzane tagliate a tocchetti (io ho aggiunto anche poche zucchine) in acqua ed aceto (½ – ½) poi scolare ed asciugare bene.
In una ciotola unire il coriandolo, la menta, i pinoli, l’aglio e le acciughe; pestate il tutto con un pestello poi unite un po’ d’olio, il miele, l’aceto e l’uva sultanina mescolando bene. Con questo preparato condite le melanzane ancora tiepide; a parte mescolate lo yogurt con aceto, sale, pepe e olio senza sbatterlo troppo.
Sul fondo del piatto di portata disponete lo yogurt condito poi versate sopra le melanzane condite ed in fine guarnite con il pan grattato e qualche fogliolina di menta tenuta da parte. Montalbàn sostiene vada servito tiepido, ma personalmente lo preferisco freddo, meglio se ha riposato alcune ore in frigo.

lunedì 14 luglio 2008

Una pasta fresca

Su blog di Giulia ho trovato una ricetta per preparare una ottima pasta fredda e mi sono ricordato di una ricetta che da qualche mese preparo spesso. Tutto è nato un giorno che siamo tornati a casa tardi, affamati ed accaldati, in preda alla disperazione ho preparato questa pasta che si è dimostrata ottima, quindi la suggerisco a tutti.

Ingredienti (per due persone):
150g di pasta (siamo a dieta!)
200g di pomidorini pachino
Due zucchine
Un mazzetto di basilico
Olio di oliva
buono

Riempite una pentola d’acqua e mettetela sul fornello, intanto tagliate sottili le zucchine, (io adopero una mandolina, ma va bene anche un coltello) e calatele subito nell’acqua salata. Quando l’acqua bolle aggiungete la pasta io ho usa la pasta margherita, ma voi usate il formato che preferite. Intanto in una insalatiera tagliare grossolanamente i pomidorini, condire con olio, sale e basilico. Quando la pasta e cotta lo sono anche le zucchine quindi scolate il tutto ed unite ad i pomidorini. Credo sia meglio lasciarla raffreddare, ma io non ho mai avuto tanta pazienza e vi assicuro che anche tiepida è buona.
Suggerisco anche una variante: ad i pomidorini aggiungete un barattolo di tonno sott’olio, ma rigorosamente o Callipo o Sardanelli, così diventa un ottimo piatto unico.
Mi dispiace, ma non ho una foto, fino ad oggi ho considerato questo piatto un emergenza non degno di fotografie. La foto che ho inserito è di Scilla una località in cui spesso vado a mare e che idealmente lego a questa ricetta.

Inizia l’estate

Inizia l’estate: prima fase sistemazione della casa di Gambarie. Domenica scorsa primo barbecue della stagione questo fine settimana grandi pulizie in casa ed in giardino! Sono a pezzi! Le foto si riferiscono a domenica scorsa, quando, in barba alle norme contro lo sfruttamento dei minori, abbiamo messo i cugini piccoli a raccogliere foglie secche.



Ed ancora non è finita prossima domenica lavori in bagno: devo cambiare un rubinetto e riparare la doccia!




Per non smentirmi comunque di seguito la ricetta della mia salsa barbecue, non è canonica, ma si prepara a crudo, è veloce e a me piace!
Ingredienti:
Un cucchiaio maionese (io la preparo con il Bimby, ma va bene anche comprata)
Un barattolo di Yogurt (io preferisco il Kir, ma va bene un qualsiasi yogurt bianco non dolce)
Un cucchiaino si senape forte
Un cucchiaino di Ketchup
Mezzo peperone
Mezza cipolla
Qualche fettina di cetriolo
Qualche foglia di prezzemolo
Un cucchiaio di salsa Worchester
Poche gocce di Tabasco
Un cucchiaino di aceto
La salsa è presto fatta, tritate tutte le verdure con il coltello, in maniera che restino a pezzetti piccoli ma non frullati. Unite gli altri ingredienti e mescolate delicatamente, meglio preparare la salsa il giorno prima in maniera che riposi e si amalgamino i sapori.
Io la trovo ottima sulle costolette di agnello o le bistecche alla brace.

mercoledì 19 marzo 2008

Pasquetta


Anche per Pasqua e Pasquetta, quest’anno, ci siamo rifugiati in montagna. Condizioni particolari: io sono ancora con i postumi della mia bronchite e mia moglie si è sobbarcata il lavoro di sistemare la legna per il camino, la mia MG è un piccolo eroe!!
Per il pranzo di Pasqua siamo solo in 6, ma copriamo un range di età che vanno dai 3 anni di Giovannino ed i 93 di Agostino! Nel pomeriggio salgono altri amici. La domenica è caratterizzata da un vento fastidioso ma caldo, in serata il celo si copre ed inizia a piovere, noi passiamo la serata giocando a mimare i titoli dei film. Tra i titoli improbabili che sono venuti fuori devo segnalare: “la colazione dei morti viventi”, “Carlo è diventato ricchione totale” e “ora mi jettu d’anterra e m’ mazzu!(ora mi butto a terra e mi uccido!).
Durante la notte il tempo è cambiato e la mattina il giardino si presentava così:

Non posso concludere questo post senza una ricetta; per Pasqua ho preparato l’Agnello al forno,
Classica ricetta pasquale di casa mia, si può preparare anche il capretto allo stesso modo, ma io preferisco l’agnello.

Ingredienti:
2 kg di agnello (coscia e sella)
1 kg di patate
6 - 7 cipolle nuove
2 carote
1 pomodoro
Un sedano
Un Limone
100 g di Pancetta
50 g di Strutto
1 L di vino bianco
Aglio, una testa
Cannella, due bastoncini
Chiodi di garofano, 2
Lauro
Menta, fresca o secca
Timo
Prezzemolo
Pepe nero

Preparare la marinatura: in una pentola con ½ litro di vino bisnco e ½ litro d’acqua, aggiungete due cipolle tagliate a pezzi grossi, 4 spicchi d’aglio, due chiodi di garofano, due bastoncini di cannella, 4 - 5 foglie di lauro ed un limone tagliato a rondelle. Portare il tutto ad ebollizione poi spegnere e lasciare raffreddare. Quando la merinata e tiepida versare sull’agnello tagliato a pezzi e ripulito dalle schegge d’osso; lasciare marinare per circa 12 ore al fresco.
In una teglia preparate un battuto con pancetta, cipolla, carota, un pomodoro, sedano, prezzemolo, timo e alcune foglie di menta, aggiungete un cucchiaino di strutto, poi poggiateci sopra i pezzi d’agnello sgocciolati dalla marinatura. Ponete la teglia in forno a 250° per circa 20 minuti, girando spesso l’agnello a finche si rosoli da tutti i lati. Aggiungete un bicchiere di vino bianco, salate e abbassate la temperatura e 200°, lasciare cuocere per circa un ora, aggiungendo vino se necessario. Aggiungere le patate tagliate a grossi pezzi ed il pepe nero macinato e lasciare cuocere per circa 40 min. ancora, fino a quando saranno cotte le patate. Spegnere il forno, aggiustare di sale e lasciare riposare nel forno caldo per circa un ora prima di servire.

sabato 2 febbraio 2008

Buon compleanno Max

Ieri un mio caro amico compiva 48 anni, abbiamo festeggiato a casa mia.
Per l’occasione ho cucinato un filetto arrosto al tartufo, polpette di carnevale, erba amara e torta al limone.

Filetto al tartufo
Si taglia il filetto in fette alte almeno due dita e si mette a marinare, per alcune ore, in olio e succo di limone, alla marinata si aggiunge aglio e pepe nero in grani. In una padellina si fa appassire in olio un radicchio affettato sottile, quindi si aggiunge un pizzico di senape in polvere e si sfuma con un goccio di vino; l radicchio servirà per guarnire. Il filetto andrebbe arrostito sulla brace, ma non potendolo fare l’ho arrostito su una padella ben calda, naturalmente la carne deve restare al sangue. Se avete un pezzetto di tartufo si lavora in un mortaio con un pò di burro fino ad ottenerne una pasta, altrimenti si può utilizzare una pasta di tartufo confezionata. Quando la carne è cotta si spalma con la pasta di tartufo e si dispone sul piatto con accanto un ciuffo di radicchio saltato.
Polpette di carnevale
Dalle mie parti è tradizione di carnevale preparare le polpette di maiale al sugo.
Per 12 polpette servono 300g di tritato di maiale, un panino raffermo, 100g di mortadella, 2 uova, prezzemolo, parmigiano e pepe nero. Per il sugo 4 pomodori, mezza cipolla e olio d’oliva.
Si impastano le polpette aggiungendo al impasto la mortadella tritata, poi si friggono in olio abbondante, quindi si passano nella padella in cui in precedenza si era preparato il sugo e si finisce la cottura per 10 – 15 minuti aggiungendo poca acqua, se necessario.
Erba amara
In questa stagione, dalle mie parti, si zappa la vigna, prima di eliminare le erbacce è possibile scegliere quelle commestibili, una sorta di ritorno alla civiltà dei raccoglitori! Io trovo ottimo questo mix di erbe selvatiche. Tra le altre c’è la cicoria selvatica, la camomilla ed una varietà di cavolo selvatico, tutte molto amare.
Dopo averle pulite e lavate le erbe vanno sbollentate in acqua abbondante per pochi minuti, poi saltate in padella con olio, aglio e peperoncino per circa un quarto d’ora. A mezza cottura si può aggiungere un pomodoro fresco tagliato a cubetti, le rende meno amare. A fine cottura si aggiunge una manciata di pan grattato.
La torta al limone l’ho preparato seguendo una ricetta, ma non credo valga la pena di riportarla.

mercoledì 26 dicembre 2007

Capodanno

Anche questo capodanno è andato! Speriamo che il 2008 sia meglio del precedente, non che il 2007 sia stato un anno particolarmente brutto ma è stato un anno piuttosto scialbo…
Ma restiamo al capodanno. Trascorso in montagna, purtroppo a casa mia niente neve, ma è bastato salire di 100 m per trovarla.

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Un capodanno tranquillo, niente di eccezionale, ma tutto sommato un bel capodanno.
Per la cena ho rispettato il menù previsto:
Affettati e pecorino
Croissant di salciccia
Tartine al salmone
Agnolotti ricotta e funghi
Tacchino ripieno
Tortino di finocchi all’odore di funghi
Torta al cioccolato e pere (grazie Isabilla!)
Vini:
Antipasto: Bianco - Traminer aromatico (gewurztraminer) - Trentino
Primo: Rosso – Carnimera (Casillero del Diablo) – Cile
Tacchino: Rosso – Kalò – Calabrese e merlot – (Vitivinicola Pichilli) – Calabria (mia produzione!)
Dolce: Passito rosso – Merlot passito (mia produzione! non in commercio)


Croissant di salciccia
Una ricetta semplice ma di grande effetto, di mia creazione modificando i wurstel in camicia.
Salciccia (calabrese) sottile
Cipolle di Tropea
Un bicchiere di vino rosso
Senape dolce
Pasta sfoglia pronta
In una padella appena unta soffriggere la salciccia, gia tagliata, con abbondante cipolla sfumando con il vino rosso (non fatela cuocere troppo, poi finirà la cottura in forno). Tagliare la sfoglia a triangoli allungati e spalmarli di senape. Fare raffreddare la salciccia e quindi sistemare in ogni triangolo un po’ di cipolla ed un pezzetto di salciccia, arrotolare la sfoglia e sistemare in una teglia coperta da carta forno (bagnata e strizzata). Cuocere per circa 20 min. a 180°.


Agnolotti ricotta e funghi
Ricetta ricavata da varie fonti e poi rielaborata, può essere migliorata…
Pasta:
300g semola
100g farina 00
2 uova
Poca acqua tiepida
Ripieno e condimento:
1 kg funghi (porcini)
200g ricotta vaccina
Parmigiano
Pepe nero
Aglio
Prezzemolo
Olio d’oliva
Burro
Impastare bene semola, farina e uova aggiungendo poca acqua se l’impasto risulta troppo duro. Stendere la pasta per ottenere una sfoglia sottile (io adopera la “macchinetta”) quindi tagliare dei dischi di circa 5cm di diametro.



Trifolare 2/3 dei funghi (750g) con olio, burro, aglio e prezzemolo. Frullare il resto dei funghi (250g) crudi con olio parmigiano e prezzemolo.
Unire un metà dei funghi trifolati alla ricotta, aggiungendo parmigiano e pepe nero. Con un cucchiaino distribuire questo composto sui dischi di pasta e chiuderli ad agnolotti (io adopero un comodissima formina di plastica), conviene lasciare riposare gli agnolotti su uno strofinaccio per almeno un ora.

Cuocere gli agnolotti in abbondante acqua salata (i tempi dipendono dallo spessore della sfoglia).
Riscaldate il resto dei funghi trifolati, unite i funghi frullati senza farli cuocere e condite gli agnolotti al piatto.


Tacchino ripieno
Anche questa ricetta l’ho ricavata da varie fonti.
1 tacchino di circa 4kg (disossato, ma fatevi dare le ossa)
200g di pancetta di maiale cruda (grasso e magro)
1kg di castagne
2 mele
½ kg di Pan carré
3 grosse cipolle bianche
Sedano, prezzemolo, carote, alloro, timo, pepe nero, maizena
1 litro di vino bianco
Olio, burro
Bollire le castagne per circa 40 min con l’alloro, fare raffreddare e sbucciare (è un lavoro noioso, trovate qualcuno a cui appiopparlo!).
In una pentola, con circa 1 litro d’acqua fredda, ponete le ossa del tacchino, 2 carote, una cipolla una costa di sedano ed i gambi del prezzemolo. Cuocere a fuoco lento per almeno 3 ore fino ad ottenere un bel brodo, fatelo freddare e togliete il grasso.
Tagliate il pan carré a dadini, ungetelo con l’olio e passatelo pochi minuti al grill per farlo abbrustolire.
In una grande padella con 100g di burro fate appassire due cipolle ed una costa di sedano tagliate sottili, quindi aggiungete le mele tagliate a dadini ed il timo. Quando ricomincia a friggere aggiungete le castagne mondate e tirate a cottura con fuoco allegro, aggiungendo il vino bianco, per circa 30 min. quindi spegnere ed aggiungere il pane abbrustolito, sale e pepe nero. Lasciate riposare e raffreddare il composto.
Pulite bene il tacchino, sfregandolo con il limone, cucite da un lato e farcite con il composto (attenzione a riempirlo bene). Legatelo bene con spago da cucina per mantenerlo in forma e massaggiatelo con sale e burro. Ponetelo in una grande teglia unta e copritelo con una garza da cucina (io non sapendo cosa è una garza da cucina l’ho coperto con uno straccio di cotone pulito intriso d’olio).
Mettere in forno a 170°, dopo la prima ora, con un mestolo, rimuovete il grasso che ha riempito la teglia e bagnate il tacchino e la garza con il brodo, continuate a bagnare con il brodo per alte 2–3 ore, gli ultimi 30 min. togliere la garza per fare abbrustolire la pelle.



Levare il taccino dalla teglia (con attenzione che caldo e molto fragile) frullate il fondo di cottura, che conterrà anche un po’ di ripieno fuoriuscito, e versatelo in un pentolino e fare stringere per circa 30 min. intanto il tacchino può riposare e raffreddare. Se necessario, a fine cottura, aggiungete al sugo un cucchiaino di maizena per addensarlo.
Portate il tacchino intero a tavola con il sugo a parte: è di grande effetto! Questo è certamente un piatto complicato, ma io l’ho trovato ottimo e molto bello.

Tortino di finocchi all’odore di funghi
Mi è sembrato un degno contorno al tacchino.
6 finocchi
1 cetriolo
Un fungo porcino
50g burro
Un cucchiaio di farina
250g latte
Pan grattato
Parmigiano
Pepe nero
Pulite i finocchi e tagliateli a metà (nel senso dell’altezza) la parte superiore tagliatela fina (come fosse cipolla) la parte inferiore lasciatela intera (devono restare le basi a forma di rosa), tritate fine anche il cetriolo, ponete il tutto in una terrina, salate, coprite con la pellicola e cuocere al microonde (750w) per circa 10 min. In un pentolino con metà del burro, la farina ed il latte preparate una besciamella piuttosto lenta, aggiungetevi il fungo frullato. Disponete i finocchi interi in una teglia unta, e riempite i vuoti con i finocchi e cetriolo tritato, versagli sopra la besciamella ai funghi, spolverate di abbondante pan grattato e parmigiano, aggiungete dei fiocchetti di burro e passate al forno (200°) per circa 20 min. fino a formare un bella crosta dorata.

Torta al cioccolato e pere
Per questa splendida torta devo ringraziare Isabilla che mi ha suggerito la ricetta, forse l’ho fatta cuocere un po’ troppo, ma è risultata comunque ottima! (ricetta)
E con questo non mi resta che augurare buon anno a tutti ...ed i particolare a philippewinter!!!
CIAO…