giovedì 27 marzo 2008
Video II
mercoledì 26 marzo 2008
Assemblea Bambini nel Deserto
mercoledì 19 marzo 2008
Pasquetta

Per il pranzo di Pasqua siamo solo in 6, ma copriamo un range di età che vanno dai 3 anni di Giovannino ed i 93 di Agostino! Nel pomeriggio salgono altri amici. La domenica è caratterizzata da un vento fastidioso ma caldo, in serata il celo si copre ed inizia a piovere, noi passiamo la serata giocando a mimare i titoli dei film. Tra i titoli improbabili che sono venuti fuori devo segnalare: “la colazione dei morti viventi”, “Carlo è diventato ricchione totale” e “ora mi jettu d’anterra e m’ mazzu!” (ora mi butto a terra e mi uccido!).
Durante la notte il tempo è cambiato e la mattina il giardino si presentava così:
Classica ricetta pasquale di casa mia, si può preparare anche il capretto allo stesso modo, ma io preferisco l’agnello.
Ingredienti:
2 kg di agnello (coscia e sella)
1 kg di patate
6 - 7 cipolle nuove
2 carote

1 pomodoro
Un sedano
Un Limone
100 g di Pancetta
50 g di Strutto
1 L di vino bianco
Aglio, una testa
Cannella, due bastoncini
Chiodi di garofano, 2
Lauro
Menta, fresca o secca
Timo
Prezzemolo
Pepe nero
Preparare la marinatura: in una pentola con ½ litro di vino bisnco e ½ litro d’acqua, aggiungete due cipolle tagliate a pezzi grossi, 4 spicchi d’aglio, due chiodi di garofano, due bastoncini di cannella, 4 - 5 foglie di lauro ed un limone tagliato a rondelle. Portare il tutto ad ebollizione poi spegnere e lasciare raffreddare. Quando la merinata e tiepida versare sull’agnello tagliato a pezzi e ripulito dalle schegge d’osso; lasciare marinare per circa 12 ore al fresco.
In una teglia preparate un battuto con pancetta, cipolla, carota, un pomodoro, sedano, prezzemolo, timo e alcune foglie di menta, aggiungete un cucchiaino di strutto, poi poggiateci sopra i pezzi d’agnello sgocciolati dalla marinatura. Ponete la teglia in forno a 250° per circa 20 minuti, girando spesso l’agnello a finche si rosoli da tutti i lati. Aggiungete un bicchiere di vino bianco, salate e abbassate la temperatura e 200°, lasciare cuocere per circa un ora, aggiungendo vino se necessario. Aggiungere le patate tagliate a grossi pezzi ed il pepe nero macinato e lasciare cuocere per circa 40 min. ancora, fino a quando saranno cotte le patate. Spegnere il forno, aggiustare di sale e lasciare riposare nel forno caldo per circa un ora prima di servire.
Video
Come saprete, se leggete questo blog, L'anno scorso ho fatto un viaggio in thaillandia - Laos e Cambogia (ho gia messo le foto OnLine), ma in quel viaggio avevo portato anche la telecamera.
Tutti coloro che si dilettano di fotografia odiano le telecamere! Se la fotografia è distillare attraverso la luce un atmosfera o una sensazione, la ripresa è la negazione di questo si può ricreare l’atmosfera ma attraverso i suoni ed il movimento. Poi c’è il fatto che non è pensabile ottenere una fotografia neppure decente con un telecamera giocattolo e durante un viaggio. Ma 4 anni fa, al mio matrimonio, mi hanno regalato questa piccola telecamera Sony e l’anno scorso ho capito che è possibile tentare un montaggio in casa utilizzando solo il PC, quindi mi sono deciso ed in viaggio ho girato quasi 4 ore di ripresa. Tornato a casa ho scoperto che montare il video è realmente possibile, ma ci vuole un infinità di tempo! Quindi tutti i nastri erano rimasti nell’armadio in compagnia dei DVD con gli originali delle foto e delle le scatole di diapositive e vecchi negativi.
Questa settimana una bella bronchite mi ha costretto a casa … quale occasione migliore per iniziare a montare il mio video!
Dopo vari tentativi ho deciso: di montare video e foto insieme, di non registrare un commento (la mia voce fa schifo!) e di aggiungere delle didascalie esplicative.
Sui formati è un altro penoso capitolo, soprattutto quelli da mettere sul blog. Per ora ho provato questo formato wms, il video è molto leggero, ma la qualità è pessima! Tenterò di meglio, per ora date un occhiata a questo:
venerdì 29 febbraio 2008
Concorso fotografico
Non è che io ci speravo, ma perdere a un brutto sapore anche se sapevi di perdere. Guardando le foto che si sono classificate forse aveva ragione philippewinter… (scusa!) ecco le foto scelte da philippewinter ed escluse da uno stupido processo democratico!

venerdì 22 febbraio 2008
Perlupo
…Ebbene si! Un altro mio interesse è l’escursionismo. In vero, da un po’ non cammino più tanto, ma la passione per le escursioni mi è rimasta … potrei definirmi un escursionista non praticante.
Domenica scorsa, con un amico, ho percorso un breve tratto di un sentiero poco a monte di Reggio. Il sentiero, detto dell’agro reggino, è stato segnato, con i tipici segnali rossi e bianchi, dalla sezione reggina del CAI tra il 2000 ed il 2001 ed è oggetto di una pubblicazione curata da Alfonzo Picone.
Racconto tutto questo non solo per dirvi perchè mi fanno male le gambe, ma anche per fare qualche considerazione sui sentieri segnati e la loro utilità.
Il tratto che ho percorso (Trizzino – Perlupo – Arasì) lo conoscevo già, anche se non lo percorrevo da almeno 10 anni, comunque avevo il libro di Picone.
Arrivati a Perlupo, un paesino abbandonato dall’atmosfera magica (prometto che torno, faccio le foto e le pubblico!), il libro diceva di prendere un sentiero sulla destra, ma una frana aveva cancellato l’imbocco del sentiero. Guardando bene dopo la frana si intravedeva il selciato, quindi ci caliamo da una vecchio muro a secco e ci immettiamo sul sentiero, da qui in avanti la parola d’ordine è rovi!Naturalmente della segnaletica nessuna traccia, solo inestricabili rovi, spinosi e cattivi che rendono impossibile continuare sul sentiero, per fortuna i cinghiali hanno aperto dei camminamenti tra i rovi, quasi delle gallerie, le seguiamo cercando di scendere verso il torrente, le tracce ci portano prima sulla cima di una collinetta poi finalmente alla strada sterrata che corre a fondo valle. Ci abbiamo messo quasi un ora per percorrere 200 metri! Ho inserito due immagini satellitari della zona la prima (1) è stata ripresa nel 2000 (quando è stato segnato il sentiero) la seconda (2) nel 2004. appare chiaramente come già 4 anni fa il sentiero stava sparendo inghiottito dalla vegetazione.

Tranne per i graffi, io l’ho trovato un divertente fuori programma. Ma, attenzione, io sapevo dove ero, sapevo dove andare e conoscevo il sentiero e la zona, immaginiamo uno sventurato turista svizzero, mi piace sempre immaginare che il turista sventurato sia svizzero armato di coltellino, orologio e magari, anche se non c’entra nulla, vestito alla tirolese. Dicevo, il nostro turista svizzero avrebbe continuato? Credo di no! Credo che dopo molte teutoniche imprecazioni contro Alfonzo, il CAI e la Calabria sarebbe tornato indietro deluso. La segnaletica e la pubblicazione si sarebbero dimostrate non solo inutili, ma dannose.Ed a me, che più o meno conoscevo il sentiero, la segnaletica e la pubblicazione è tornata utile? La pubblicazione certamente si! Mi ha dato lo spunto per decidere di fare l’escursione e qualche utile informazione. La segnaletica, ormai quasi invisibile, decisamente no.
Ricordiamoci che il sentiero segnato non è fatto per l’escursionista locale e tanto meno è un trofeo per la propria associazione, ma un servizio per il turismo e come tale deve rispondere alle aspettative del nostro amico svizzero!
Lo svizzero arrivato a Reggio, dopo aver visitato il museo e mangiato il gelato, deve trovare la carta o la pubblicazione che descrive il sentiero facilmente in edicola o presso l’ufficio informazioni, al limite in una delle sedi del Parco. Lo svizzero, in quanto svizzero, è preciso vuole sentieri segnati bene, da ogni segnale deve vedere il successivo, il fondo deve essere praticabile e pulito e in generale il sentiero deve ispirare fiducia. Il sentiero dell’agro reggino decisamente non risponde a nessuna di queste caratteristiche, probabilmente 8 anni fa era pulito e ben segnato, ma sarebbe stato necessario fare manutenzione alla segnaletica, riparare i muri a secco, tagliare i rovi e le erbacce, tutte cose di cui un associazione escursionistica non può farsi carico, quindi smettiamo di segnare sentieri! Se serviranno sentieri (facili, brevi e vicini) li segnerà chi ha specifici interessi nel turismo, altrimenti fanc*** allo svizzero! Se vuole si paghi una guida, che lui i soldi ce li ha.
Le pubblicazioni o gli articoli invece credo siano comunque utili, ma si può raccontare un sentiero anche senza che questo venga necessariamente riempito di effimere e spesso inutili macchie di vernice.