lunedì 2 agosto 2010

STELLA !!

Questo fine settimana, su iniziativa di Lidia, una notte in tenda in Aspromonte!
Qui potete vedere tutte le foto.
Vale la pena dire che i ragazzi si sono lanciati in un gioco che non conoscevo STELLA!
Io ho fatto le foto in sequenza e montato i gif animati ecco i risultati:
Salta Elisa:
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… Rovinosamente salta Ketty!!:
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Poi salta Lidia:
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Edoardo, che ha mio giudizio è il migliore:
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Ed ora Giovanna, appena un punto sopra Ketty!:
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Salta Valerio:
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E di nuovo salta Elisa:
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In fine un caro vecchio Scarica Canale!!!
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giovedì 1 luglio 2010

Pollo alla birra

Ma si! ... ricominciamo a occuparci un po di cucina, e voglio cominciare con questo interessante pollo, premetto che a me il pollo non piace molto, ma questa riceta praticamente inventata non è ninete male

Due petti di pollo interi

mezzo peperone rosso

una piccola cipolla

maizena, senape e coriandolo

olio d'oliva, mezzo limone

3 bottiglie di birra bionda


Procedimento:
ho tagliato il pollo a dadini, il peperone a strisce ed ho affetato fina la pipolla. Ho messo il tutto a marinare in una ciotola con un cucchiaino di senape, olio, il succo di limone ed un bicchiere di birra in frico per circa un ora. Versate il pollo con tutta la marinatura in una padella grande e fate andare a fuoco vivo fino a che, asciugati i liquidi, il pollo comincia a dorarsi. A parte preparate un bicchiere di birra con due cucchiaini di maizena e tritate il coriandolo. Quando il pollo è dorato spegnete il fuoco e vesate la birra con la maizena, quindi il coriandolo, mescolate fino a che il sugo non si addensa e servite!
Per la preparazione del pollo serve circa mezza bottiglia di birra il resto della birra serve a dissetare il cuoco!

sabato 29 maggio 2010

Dopo una pausa ritorno in cucina

Cucinare il coniglio è sempre un problema, questo simpatico animaletto è sempre piuttosto insapore, stopposo e asciutto. Questa volta ho provato la ricetta di Pellegrino Artusi, un classico Coniglio alla cacciatora con pochissime modifiche. Questa ricetta ha il vantaggio di consentire di condire una pasta con il sugo e di servire il coniglio di secondo. La vera novità è che ho fatto io le pappardelle e sono venute spettacolari! Cominciamo dal coniglio:
Si pulisce il coniglio e lo si divide a pezzi, non troppo piccoli, mi raccomando di non rompere le ossa, altrimenti il sugo si riempirà di schegge.
In Padella si fa sciogliere un cucchiaio di strutto, poi si aggiunge la pancetta a dadini ed i pezzi di coniglio. Fateli colorire a fuoco vivace poi levateli, insieme alla pancetta e fateli scolare. Questa operazione è utile per formare uno sorta di crosticina che limita la perdita di liquidi della carne attenuando la tendenza dal coniglio a diventare asciutto e stopposo.
In un pentola si comincia a far soffriggere un battuto di cipolla, carota, sedano, poco prezzemolo, una stecca di cannella ed un chiodo di garofano; condito con una noce di burro.
Appena il battuto è appassito si aggiunge il coniglio e la pancetta precedentemente scottati in padella, quando di sono asciugati tutti i liquidi sfumare con un buon bicchiere di gin.
A parte, precedentemente, preparate un brodo di carne, fatelo raffreddare e sgrassatelo, le verdure con cui è stato preparato il brodo (carota, cipolla, sedano, pomodoro e patata) scolatele e poi frullatele.
Quando nella pentola anche il gin è evaporato aggiungete uno o due cucchiai di faina mescolate bene, poi aggiungete le verdure frullate e parte del brodo. Date ancora una ventina di minuti di cottura e spegnete il fuoco. Se il sugo è troppo denso aggiungete ancora del brodo.
Levate il coniglio dalla pentola e ponetelo sul piatto di portata ben condito parte del sugo.
Nella pentola versate le pappardelle cotte, aggiungete un paio di cucchiai di parmigiano grattugiato e servite. I due piatti possono anche essere serviti insieme.
Le pappardelle fatte da me sono state la vera novità, in realtà non è affatto complicato.
Ho adoperato la farina di grano duro, 100g per ogni uovo, per ogni persona. L'ho impastata con il Bimby, poi l'ho stesa, non troppo sottile, con il mattarello sul marmo (sono felice di avere un tavolo di marmo!) utilizzando un po di semola per non farla attaccare. Per tagliarla ho utilizzato la rotellina “zigrinata” cosi le pappardelle sono venute con i bordi seghettati. Sono ottime tengono magnificamente la cottura e prendono benissimo il sugo. Per antipasto ho preparato i panzarotti di pasta brisè. Questa cosa avevo provato a farla la settimana scorsa con la collaborazione di Elisa e siccome mi sono sembrati buoni e facili ho cambiato il ripieno e li ho rifatti. Ho utilizzato due ripieni diversi il primo era cicoria saltata in padella con aglio, acciughe e capperi, il secondo peperoni, melanzane e cetrioli fritti conditi con aceto balsamico e basilico. Purttroppo i ripieni sono venuti un po' salati, ma nel complesso non male!
Per la pasta brisè si usano 250g si farina, 100g di burro e un goccio di acqua fredda, impastare rapidamente e poi fare riposare almeno un ora in frigo, come per la frolla.
Per finire insalata e poi panna cotta con salsa di fragole e fragole (ricetta Bimby).
Per l'aperitivo: prosecco (Carpenè Malvolti).
Per il coniglio: Canonau riserva (Sella e Mosca).
Per il dolce: Mantonico di Bianco invecchiato (produzione artigianale).

giovedì 20 maggio 2010

Il piccolo Sergio si battezza


Circa 2 anni fa ho pubblicato il post di un matrimonio, oggi le inevitabili consequenze pubblico questo post e le foto di un battesimo !

!! BENVENUTO SERGIO!!!

Tante cose tutte assieme

Non so perché non trovo il tempo per fare niente, di conseguenza sto trascurando il mio blog. Da l'ultima volta che ho scritto sono successe tante cose, facciamo un riepilogo attraverso le foto. Circa un mese fa, al campo di Modena (RC) c'è stato il carosello dei carabinieri ed il giorno dopo il concerto della fanfara all'arena dello stretto. (foto)

Quindici giorni fa, a Cucullaro, vicino Gambarie, è stata organizzata una festa celtica. (foto)

Questa manifestazione ha suscitato considerazioni molto differenti: che c'entrano i celti nel cuore del Mediteraneo? I personaggi in costume sono ridicoli ed il tutto è molto improvvisato e approssimativo. Ma bisogna anche dire che finalmente una manifestazione diversa, che non ruota intorno ad un panino con la salciccia! La cultura celtica non sarà nostra, ma se viene proposta in maniera divertente ben venga! Sarebbe bellissimo che qualcuno fosse capace di approcciarsi alla cultura greca o bizantina in maniera non cattedratica e la rendesse interessante e divertente!
Restiamo in montagna, ma in un ambito molto più privato, domenica scorsa prima escursione dell'anno (spero ne seguiranno molte altre) un classico: le cascate Forgiarelle.
Grandiosa questa segnaletica!! beccatevi tutte le foto!
Per finire martedì Loredana compiva .... anni (non si dice!), abbiamo festeggiato a casa mia. Sono contento che casa nuova sia restata il centro del mio giro di amici, ansi l' attività si è intensificata, ma che sppaccamento di c ... !!!
Guardate come è bella la mia amichetta!!!! (foto)

martedì 27 aprile 2010

Pensieri

Volevo scrivere qualcosa di profondo e significativo, visto che in questo periodo sto facendo molte considerazioni e valutazioni sulla vita in generale ed in particolare sulla mia, ma ho scoperto che non sono capace di scrivere quello che penso, il pensiero non segue un filo logico, non usa parole e tanto meno frasi che si possono trascrivere in un testo.
Forse il mio pensiero è più somigliante a immagini, ma non immagini statiche; piuttosto è un flusso di immagini, suoni e parole, ma anche odori e sapori, che si inseguono, si sovrappongono e si combinano in un insieme cacofonico, rumoroso e frenetico, che proprio non riesco a trasferire in nessun linguaggio.
Riuscire a cristallizzare un pensiero in un quadro o in una melodia o in un testo credo sia privilegio dei veri artisti. Se poi riescono a comunicare, attraverso l’opera, il loro pensiero allo spettatore allora sono Grandi Artisti.

Girovagando in rete ho trovato il testo di una canzone che in qualche modo riesce a sintetizzare alcuni dei miei pensieri attuali, purtroppo la canzone e la musica fanno proprio cacare, ma come ho detto il testo è, per me, piuttosto evocativo quindi eccolo:

So ancora guardare in alto
e perdermi nel cielo
Mentre vibro assieme ad un torrente
…e penso all’acciaio che ci stringe.

Questi anni stan correndo via
Come macchine impazzite li senti arrivare
Ti volti e son già lontani
Ti chiedi cosa è successo

La rabbia di quei giorni brucia ancora dentro
Ma forse tanto veleno
Poi è tornato dentro di noi
Gli altri stanno ancora ridendo
…E noi qui a guardarci dentro

No son sempre io
Non mi cambierete quel che ho dentro
Forse un’altra faccia
Ho più cicatrici di prima
Sorrido un po’ meno
Forse penso di più

Non mi chiedere se ho vinto o se ho perso.

Kina, Questi anni da Se ho vinto se ho perso, 1989


lunedì 22 marzo 2010

Primo giorno di primavera

Da Filomena rubo questa poesia di Neruda, un vero trionfo primaverile!

Ode al carciofo

Il carciofo
dal tenero cuore
si vestì da guerriero,
ispida edificò
una piccola cupola,
si mantenne
all'asciutto
sotto
le sue squame,
vicino al lui
i vegetali impazziti
si arricciarono,
divennero
viticci, infiorescenze
commoventi rizomi;
sotterranea
dormì la carota
dai baffi rossi,
la vigna
inaridì i suoi rami
dai quali sale il vino,
la verza
si mise
a provar gonne,
l'origano
a profumare il mondo,
e il dolce
carciofo
lì nell'orto
vestito da guerriero,
brunito
come bomba a mano,
orgoglioso,
e un bel giorno,
a ranghi serrati,
in grandi canestri
di vimini, marciò
verso il mercato
a realizzare il suo sogno:
la milizia.
Nei filari
mai fu così marziale
come al mercato,
gli uomini
in mezzo ai legumi
coi bianchi spolverini
erano
i generali
dei carciofi,
file compatte,
voci di comando
e la detonazione
di una cassetta che cade,
ma
allora
arriva
Maria
col suo paniere,
sceglie
un carciofo,
non lo teme,
lo esamina, l'osserva
contro luce come se fosse un uovo,
lo compra,
lo confonde
nella sua borsa
con un paio di scarpe,
con un cavolo e una
bottiglia
di aceto
finché,
entrando in cucina,
lo tuffa nella pentola.
Così finisce
in pace
la carriera
del vegetale armato
che si chiama carciofo,
poi
squama per squama
spogliamo
la delizia
e mangiamo
la pacifica pasta
del suo cuore verde.