lunedì 10 gennaio 2011

Rebbiana entra nel 5°anno

Il post di fine anno è ormai una tradizione, intanto ecco le foto di Natale Capodanno ed altro ancora.
la frase chiave di questo trascorso anno è di MG:

giorni lunghissimi e settimane brevissime”.

Si ... il 2010 è stato un anno faticoso sia fisicamente che psicologicamente! Come gli altri anni sto sfogliando l'agenda per ricordarmi cosa ho fatto nell'anno appena finito ed è evidente che lo sfondo di tutto l'anno è la sistemazione di casa nuova, soprattutto del giardino. Nei mesi di gennaio e febbraio, con mastro Giovanni, abbiamo realizzato il vialetto in pietra e le opere di sistemazione idraulica poi con Jimmi, il mio prode indiano, che mi ha aiutato tutto l'anno, abbiamo iniziato la sistemazione del terreno davanti casa arrivando a fine aprile a piantare il prato. Il nostro giardino ha quindi iniziato a prendere forma. Il resto dell'anno tutta una serie di lavori fino ad arrivare alla sistemazione idraulica di tutto il terreno. Natale 2009 lo abbiamo festeggiato in mezzo al fango, Natale 2010 in un giardino, ancora in embrione, ma decisamente un giardino!
Il 2010 è anche stato un anno di crisi familiari, alcune finite bene, altre, purtroppo, male, altre tuttora in atto, io ed MG, come sempre, siamo partecipi ad ognuna di esse in questa sorta di famiglia artificiale che ci siamo costruiti intorno e che costituisce il substrato della mia felicità.
A proposito, il 2010 è anche stato l'anno in cui, non senza traumi, la presenza di Elisa si è definitivamente consolidata in casa come in famiglia.
Nell'anno passato si è anche spenta zia Clementina, sorella di mamma e presenza stabile della mia infanzia. Come lei, altri anziani importanti della mia vita si stanno perdendo, oppressi dal peso dei troppi anni vissuti, lasciandomi un senso di smarrimento. Per fortuna questo è stato anche un anno di nascite importanti, nel 2010 abbiamo potuto dare il benvenuto a Massimo e Ada (la scelta del nome di mamma mi ha commosso!) figli delle mie cuginette piccole.
Tutti gli avvenimenti dell'anno trascorso mi hanno portato alla consapevolezza che ho 47 anni, ho vissuto più della metà della mia vita e sono decisamente un uomo adulto! mi sono anche reso conto che mi comporto pure da uomo di mezz'età e che, tutto sommato, questo ruolo mi piace. Non sono un vecchio, riesco ancora a dialogare con adolescenti e ragazzi, ma nel contempo spero di non avere atteggiamenti giovanilistici che trovo patetici, insomma mi trovo bene nella mia età! Spero che anche gli altri mi percepiscano cosi...
Una parola devo spenderla su un altra attività che ha occupato il 2010: la scuola di fumetto. Iniziata senza troppa convinzione, per accompagnare Elisa, mi ha decisamente coinvolto! Purtroppo, come ho già detto, è stato un anno faticoso, ma mi è venuta una gran voglia di disegnare e certamente troverò il tempo necessario nel 2011 (intanto ecco i miei disegni).

lunedì 3 gennaio 2011

Anticipo di Natale

Come ogni anno pubblichero le foto di Natale nel post di fine anno, ma per ora un anticipo con una GIF di Titti che riceve un meraviglioso anello con diamante da Francesco!


make a gif

Ed una GIF di Lidia che mi scatta una foto, ma io rispondo al fuoco con questa raffica!

make an avatar

+ AuGUri +

lunedì 27 dicembre 2010

Disegni di Natale

Per Natale, come altri anni, come regali per i miei nipoti adottivi ho prodotto una maglietta e delle borse.
Mi sono sempre chiesto se questo tipo di regalo viene considerato una particolre attenzione, avendo impiegato vari giorni per realizzarle 0, piuttosto pensano sia una forma di tacagneria!?! In fondo è sia l'uno che l'altro ... dietro le magliette volevo scrivere una frase, ma MG non ha voluto, quindi la scrivo qui: "Realizzare un regalo per te con le mie mani non ha prezzo!
Per tutto il resto non ci sono soldi!"
Comunque, essendo ormai un aspirante desegnatore, le pubblico con orgoglio!
Queste sono le tre fasi di colorazione su maglietta nera: dopo il disegno a gessetto si colora tutto il disegno con l'acrilico bianco (addizionato del media per stoffa), quando è asciutto si da il colore (sempre acrilico più media) ed infine si fanno le rifiniture con il pennellino piccolo. Dopo un giorno la maglietta va stirata per fissare il colore.
Guardate anche gli altri disegni

venerdì 26 novembre 2010

Disegni

Come sapete (se non lo sapete lo scoprite ora!) sto seguendo un corso di fumetto alla ReggioComix. la vanità a vinto sulla vergogna e quindi pubblico alcuni disegni (presto ne carico altri) se vi va gurdateli tutti

Correzione

di Silvio Sosio

A dieci chilometri dall'obiettivo il sistema di navigazione disattivò i razzi di frenata e iniziò la manovra di avvicinamento di precisione. L'uomo controllò l'operazione da un piccolo monitor pronto a intervenire. Non ce ne fu bisogno.
A cinquanta metri dall'obiettivo, l'uomo abbassò la leva per l'apertura del portello esterno, e con una piccola spinta si mosse spinse nel vuoto.
Lo spazio fuori dall'astronave era affollato di stelle. Senza il filtro dell'atmosfera e senza la luce del Sole nelle immediate vicinanze il numero di stelle visibili era molto più alto di quanto l'uomo avesse mai avuto esperienza. L'uomo rimase qualche secondo immobile, forse per recuperare l'equilibrio emotivo. Poi cominciò ad azionare i piccoli propulsori della tuta per avvicinarsi all'obiettivo.
L'obiettivo era costituito da un corpo cilindrico di circa un metro cubo di volume, sul quale era fissata un'antenna parabolica di 2,74 metri di diametro puntata verso il Sole, e due braccia lunghe circa tre metri che contenevano i sistemi scientifici, disposti a circa 120 gradi uno dall'altro. Il terzo braccio, più sottile e che si allungava per circa sei metri, ospitava un piccolo magnetometro.
L'uomo si avvicinò all'oggetto bilanciando la propria velocità e direzione in modo da non allontanarsene. L'oggetto sembrava del tutto inattivo. L'energia dei generatori nucleari si era esaurita ormai da molti anni.
Con piccoli e misurati impulsi dei propulsori l'uomo girò attorno all'oggetto, portandosi dal lato giusto, e finalmente trovò ciò che cercava.
Sul lato dell'oggetto era fissata una piastra metallica rettangolare d'oro anodizzato. Sulla piastra erano disegnati, sulla destra, due esseri umani, un uomo e una donna. L'uomo aveva una mano alzata in un gesto di saluto. A sinistra in alto due cerchi collegati da un tratto orizzontale illustravano la transizione iperfina dello spin dell'idrogeno atomico, mentre al di sotto si trovava un diagramma che rappresentava la posizione del Sole rispetto alle stelle più luminose del settore galattico.
Nella parte bassa della placca si trovava uno schema grafico che descriveva il Sistema Solare.
L'uomo mosse la mano coperta dal pesante guanto e aprì uno scomparto sul davanti della tuta. Con movimenti prudenti ne estrasse il contributo alla missione dell'Agenzia spaziale russa: una grossa matita.
Con gesti cauti avvicinò la matita alla piastra, quindi tracciò una X sul puntino più a destra nella rappresentazione del sistema solare. E parlò.
— Secondo quanto stabilito
dall'Unione Astronomica Internazionale il 24 agosto 2006, Plutone non può più essere considerato un pianeta. Ora questa placca è corretta.
Rimise la matita nel comparto e azionò i propulsori per tornare alla sua navicella.
Pioneer 10 era fatto. Ora lo attendevano altri trentadue anni di viaggio in animazione sospesa per raggiungere Pioneer 11.